martedì 11 agosto 2015

Prince4Rent Comunicato - LA MANCANZA DI COMUNICAZIONE TRA UOMINI E DONNE

Il tema della comunicazione uomo – donna ha suscitato negli ultimi anni molto interesse, per diverse ragioni, dando luogo a varie interpretazioni, spesso intrecciate: biologiche, sociali, culturali, psicologiche.
In mezzo a tutto questo, si trovano studi condotti con un approccio scientifico ed altri meno, che comunque vanno a creare tanti spunti interessanti di riflessione.
Partiamo dalla domanda fondamentale oggetto di questo articolo: quali sono gli ostacoli che si frappongono alla capacità di capirsi tra sessi diversi?
Se ci poniamo da un punto di vista puramente biologico, esistono delle diversità a livello cerebrale che influiscono sulla comunicazione?
Uno studio condotto da vari autori in USA e riassunto da C. Gross per conto della Princeton University N.J. nel 2013, è molto interessante da questo punto di vista. Un campione di 949 giovani è stato oggetto di indagine per capire se vi fossero diversità a livello di connessioni encefaliche.
Sono state utilizzate varie tecniche, tra cui quelle di “brain imaging” che permette lo studio delle funzioni cerebrali in tempo reale, consentendo di “vedere” cosa accade nel cervello quando si è impegnati in diversi tipi di azione, o si viene sottoposti a stimoli percettivi.
Ciò ha consentito di mettere in luce quelle che vengono ritenute le più grandi differenze uomo – donna e come queste peculiarità si riflettono a livello psicologico.
I ricercatori hanno notato che i collegamenti nel cervello degli uomini sono più sviluppati tra la parte anteriore e la parte posteriore, all’interno della stessa metà del cervello. Questo potrebbe essere un indicatore della tendenza nel genere maschile ad avere migliori abilità motorie e spaziali rispetto alle donne, in quanto le connessioni anteriori-posteriori che regolano le azioni sono più sviluppate.
Nelle donne oggetto dello studio, i ricercatori hanno invece notato più connessioni globali tra i due emisferi del cervello.
Questo potrebbe spiegare le migliori capacità mnemoniche, ed una maggiore abilità sociale. Gli autori affermano che la migliore comunicazione tra le due metà del cervello aiuta l’intuizione e l’analisi dei problemi.
In base a questo studio, si potrebbe affermare che l’uomo e la donna sono fortemente complementari ad un livello biologico.
Questa conclusione pone però un’altra questione: la complementarietà nelle abilità della vita di tutti i giorni, come influenza il dialogo o la percezione degli eventi da parte dei due sessi?
Uno studio dalla Bochum University (Germania) pubblicato su Plos One è di aiuto, in modo complementare a quanto esposto sopra, a fare un passo avanti a livello interpretativo.
Un gruppo di 22 uomini è stato sottoposto ad un test per verificare in tempo reale, attraverso una risonanza magnetica, cosa accadeva nel cervello alla vista di una serie di immagini con volti femminili e successivamente con volti maschili.
L’obbiettivo del test era riconoscere quali erano le emozioni che i volti rappresentavano.
Il risultato (impressionante!) è che davanti ai volti femminili negli uomini non si attivava il sistema limbico, l’area cerebrale responsabile della comunicazione e dell’interazione sociale.
In parole povere, gli uomini erano totalmente incapaci di interpretare le espressioni e le emozioni delle donne!
Al contrario, posti davanti a volti maschili, i ricercatori notavano che vi era un’immediata attivazione dell’amigdala, la parte del cervello che gestisce le emozioni, e quindi la capacità di comprenderle.
Gli uomini quindi si capiscono molto meglio tra loro, soprattutto quando il riconoscimento di uno stato emotivo deve essere effettuato in modo rapido, e non si hanno altri strumenti di comprensione da far valere in breve tempo.
Un’ulteriore riflessione che gli stessi studiosi hanno elaborato per capire queste diversità di percezione è di tipo evoluzionistico.
Nelle società primitive, i ruoli erano nettamente differenziati in base al sesso. Nel  nostro patrimonio genetico sarebbero fortemente presenti i tratti che abbiamo sedimentato per millenni. Nell’uomo moderno sono presenti molti fattori culturali rispetto a pure esigenze di sopravvivenza e di riproduzione della specie, ma queste ultime non sono sparite senza lasciare traccia…
Nella preistoria l’uomo aveva la necessità di agire e interpretare in modo rapido. Era a lui che spettava il compito di rischiare la vita nelle battute di caccia. O di combattere per la conquista di un territorio. Quindi ha sviluppato molto di più la capacità di prendere decisioni razionali legate alla sopravvivenza. L’istinto di attacco ad una preda, la scelta di fuga davanti al pericolo, erano esigenze prioritarie rispetto a tutto il resto.
Le donne avevano invece il compito di crescere i figli, di capirne i loro bisogni e di soddisfarli. Di riflesso, erano “costrette” ad usare abilità emotive più complesse. Crescere i figli significava imparare a decodificare anche le emozioni dell’uomo.
Viceversa, per il genere maschile, riconoscere le emozioni di una donna, è molto più complesso e meno istintivo. E’ necessario far leva sul ragionamento, sulla logica, sui propri ricordi vissuti precedentemente, si è costretti a fare comparazioni con situazioni analoghe accadute in precedenza…
Cosa si può evincere da questi studi?
Dando una mia personale interpretazione, e senza voler generalizzare:
la donna è nettamente superiore nelle abilità dialogico – comunicative, l’uomo fa molta fatica a porsi sullo stesso piano.
Per usare un linguaggio web.. la donna è predisposta dalla natura a trovare le password per entrare nella mente di un uomo. I poveri maschietti invece hanno molte altre qualità, ma quando si tratta di capire il mondo interiore di una partner, spesso non ne hanno gli strumenti o sbagliano clamorosamente ad interpretare.
Se poi aggiungiamo che da vari studi emerge che la comunicazione è costituita in prevalenza da messaggi non verbali, come le espressioni del viso, i gesti, la postura.. questa è un’altra mazzata per l’uomo “medio”.
Dobbiamo rassegnarci all’incapacità di capirci tra uomo e donna?
Assolutamente no! Tuttavia è fondamentale riconoscere che ci sono diversità alla base di tale relazione le quali vanno apprese ed accettate. Potrete dire che è un’affermazione banale e talvolta impossibile da praticare..
A volte è vero. Specialmente quando il legame è più intimo, come in una coppia, è indispensabile che entrambe le parti siano in grado di percepire i propri limiti e abbiano la volontà di mettersi in discussione per cercare di “riannodare” i legami di una comunicazione che non funziona.
Quando a dominare sono invece sentimenti di paura nel guardarsi dentro, arroccamenti sulle proprie posizioni, il rimandare sperando che ciò che divide un giorno magicamente sparisca.. beh allora il filo che lega le persone rischia di non reggere.
Non mi dilungo oltre (per ora), anche perché di carne al fuoco ce ne sarebbe ancora molta da mettere, ad esempio non ho affrontato il tema della correlazione tra comunicazione e carattere individuale.
A questo proposito vi invito a fare un test gratuito per scoprire la vostra personalità realizzato in modo molto accurato:
fonti:
         www.pnas.org
         www.psicologiaeanima.it
         www.ilsussidiario.net
         www.plosone.org
         www.wikipedia.org
         www.ipermind.com
R.A.

Dal BLOG di Prince4Rent - P4R