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Il marchio F.lli Pavanello si
rifà il look, ma nel cuore batte sempre l’amore per il legno e i prodotti belli
e ben fatti.
Dopo
ben 69 anni la Pavanello Serramenti cambia il proprio tradizionale logo.
È
un evento storico per l’azienda, il cui brand spicca su uno dei luoghi più alti
della città d’origine. Non solo un marchio ma anche un segno distintivo di un’azienda, di tutti i suoi dipendenti e
partner e di una famiglia ben radicata nella comunità e nel territorio.
La
Pavanello ha deciso dunque che i tempi
per un nuovo simbolo erano maturi, per questo ha commissionato all’Agenzia
L’Ippogrifo® il restiling del brand e della corporate identity.
Nevio
Zucca, socio fondatore dell’Agenzia, da oltre 20 anni nel campo del marketing e
della comunicazione, ci illustra il lavoro svolto e i valori trasmessi dal
nuovo logo:
“La tradizione è
uno dei principi più sentiti all’interno della Pavanello, perché è proprio la
trasmissione di antiche conoscenze, del rispetto per la materia prima e del
metodo costruttivo che ha portato l’azienda dov’è oggi. Perciò nel rinnovare il
marchio è stato fondamentale mantenere la centralità del cognome della famiglia
e focalizzare il cambiamento sul font e sul lettering.
Il risultato è un
logo moderno, in grado di trasmettere innovazione (attraverso il font
utilizzato), ma anche stabilità, (con la scelta di mantenere uno sviluppo
orizzontale), equilibrio (grazie alla simmetria degli spazi creati dalla
lettera colorata “N”) ma anche evoluzione (con l’aggiunta di un nuovo payoff
sul lato destro a conferire movimento alla struttura).”
Un
nuovo logo che segna l’inizio di un processo di rinnovamento dell’azienda,
percorso che continuerà anche nel 2018, anno del 70° anniversario della Pavanello Serramenti e durante il quale
ancora numerose saranno le novità.
Francesco
Pastoressa
Ufficio Stampa L’Ippogrifo®
Tel. +39 040 761404 www.ippogrifogroup.com
In radio il singolo del venticinquenne cantautore romano estratto dall’Ep Viver fragile
Il singolo “Ascoltami” pronto per la promozione radiofonica. A proporlo è il giovane cantautore romano Edoardo Palamara.
La musica ha sempre avuto un posto di rilievo nella sua vita: le canzoni di Fabrizio De Andrè hanno accompagnato le sue giornate sin dalla più tenera età grazie anche alla passione smisurata che la famiglia, in particolare il fratello maggiore, ha sempre nutrito per il grande Faber. Ha iniziato a suonare la chitarra, in un percorso di studio della musica e degli strumenti, durante il quale ha composto e a cantato i suoi primi testi.
Inutile dire che le canzoni d’autore della cosiddetta scuola romana (e citiamo De Gregori per tutti) e genovese sono state un punto di riferimento fondamentale, senza dimenticare artisti quali Bennato, Guccini, ma anche il folk americano, in primis Bob Dylan, fonte di ispirazione e probabilmente per questo l’accompagnarsi con l’armonica a bocca è stato del tutto naturale.
Una menzione particolare va a Massimo Bubola, che considera artista di grandissimo livello, la cui arte ha avuto su Edoardo un grande impatto emotivo e formativo.
I testi delle sue canzoni nascono prevalentemente dall’osservazione della realtà e della personale relazione con essa: momento fondamentale in questo processo è certamente l’analisi introspettiva, in particolare quando si è alla ricerca di risposte a quesiti che riguardano la nostra esistenza, pubblica e privata, quesiti che ritiene, nonostante la sua giovane età, o forse proprio per questo, estremamente complessi, ma allo stesso tempo interessanti e vitali.
E’ così, con questo approccio che ha scritto i suoi testi, circa 30, di cui ha curato anche gli arrangiamenti. Alcuni di essi fanno parte del repertorio già proposto al pubblico romano, in alcuni locali della città.
Ascoltami è un brano che racchiude e sintetizza l’arte creativa di Edoardo Palamara, che ci riporta , con nuova freschezza, spontaneità e passione al mondo cantautorale, quando questo genere rappresentava l’esplosione, la novità che prendeva forma in un mondo alternativo riconducibile sicuramente anche al mitico Folkstudio. Il Brano è tratto dall’Ep Viver Fragile disponibile su iTunes e sulle principali piattaforme digitali distribuito da Goodfellas.
Un ritmo funk incalzante sostiene una canzone che apre una finestra sul punto di vista dell’artista circa la consistenza effimera dei rapporti umani nell’epoca dei social network.
«Al fine di sottolineare o descrivere un fenomeno talvolta si usa un epilogo surreale al fine di identificarne le contraddizioni. Questo è il caso di Giorni Così, in cui descrivo un giorno banale in cui decido di navigare come di consueto sul mio social network preferito, nel dopolavoro, per vedere chi c’è nell’agorà del nuovo millennio. Scrivo un post e, passando da una pagina all’altra, mi gusto i relativi like, commenti, magari condivisioni. E mi crogiolo nel gustarmi la virtuale felicità di vederne i cenni e gli apprezzamenti, i pareri e le battute… ma sento che manca qualcosa. Allora chiedo chi c’è per una birra… ma tutti hanno da fare. Hanno tutti un gran buon motivo per dire “no, grazie”. E mi stupisco del pensiero di cosa darei, in realtà, per una sana sbronza con un amico, forse strano come me, nonostante una serata così banale piena di like». Luca Bash
Il singolo è estratto da un CD di 15 brani, scritto e prodotto in due lingue (italiano e inglese). L’LP in inglese è intitolato “Keys of Mine”, mentre in italiano si chiama “Oltre le Quinte”. Il progetto si è sviluppato senza direzione artistica, in maniera sequenziale, chiedendo ad ogni musicista di arrangiare e registrare in remoto nella propria città senza indicazione alcuna. L’LP è quindi una composizione dove ognuno ha fatto ciò che la sua arte e gusto gli ha indicato. Di fatto il fine ultimo del progetto di Luca Bash è una dedica ai suoi amici musicisti. Il motivo è semplice:
«Per quanto una persona possa partecipare ad un progetto per sperare che succeda qualcosa o per tentarle tutte, loro (i musicisti) sono gli unici che con un semplice gesto quale suonare e amare le mie canzoni, hanno di fatto reso possibile il dare una forma a quello che io semplicemente sono: uno stupido artista che non ce la fa a rassegnarsi a vivere senza fare ciò che mi rende felice». Luca Bash
BIO
Luca Bash inizia a studiare musica all’ inizio degli anni ‘90, inizialmente con lo studio del violino, per poi passare nel ’94 alla chitarra. Comunque aspetterà fino al ’99 prima di scrivere la sua prima canzone, quando impatta in Dave Matthews, acquistando per caso il suo duo acustico “Live at Luter College”. La volontà di comprendere la composizione chitarristica lo spinge ad iscriversi all’ UM – Università della musica – a Roma, approfondendo la chitarra ritmica e l’armonia. Produce le sue prime 13 canzoni, tra cui “Dear John”, che lui stesso riconosce come il primo pezzo da poter presentare al pubblico.
Nel 2006, Bash fu invitato a partecipare al Festival Internazionale di Piombino, rassegna che vinse in duo acustico, corredando il suo successo con il premio di miglior interpretazione. Formò in seguito una band, chiamata BASH, la quale in 5 anni produsse un LP, “On Air” e vinse diversi eventi nella realtà indie.
I BASH ruppero nel 2011 dopo che I suoi membri principali cambiarono città per motivi lavorativi, ma l’avventura di Luca Bash non terminò. Continuò a scrivere ma nel 2013 ebbe un grave incidente in moto, che lo debilitò per diversi mesi e cinque giorni di coma. Durante la riabilitazione Bash acquisì una coscienza diversa rispetto la sua musica, trainato dalla fortuna di poter di nuovo suonare la chitarra. Da qui, ricontattò da Torino, la sua nuova città, il suo amico e chitarrista storico Giova (Giovanni) Pes per iniziare un nuovo capitolo della sua storia musicale. Nel 2014, un interessante storia discografica prende piede: il progetto CMYK. Il duo ha realizzato 4 EP di canzoni acustiche: Cyan, Magenta, Yellow and Key Black. Ogni EP rappresenta uno dei colori base nella stampa grafica che, a differenza dei colori video, RGB, sono fondamentali per stampare ogni tipo di immagine. L’ intento è quindi quello di fissare in maniera indelebile ciò che Luca Bash vuole esprimere dal profondo del suo io. Attraverso il progetto CMYK, la musica di Bash inizia a mettere piede nel panorama internazionale indie. Nel 2015 the duo realizzarono Single Drops, che raccoglie il singolo “Your Tomorrow” ed un brano favorito da ognuno dei 4 EP. La critica descrive questa nuova direzione al meglio: “Con una semplice base acustica, Pes aggiunge bellezza alle composizione di Bash attraverso la sua chitarra al fine di definire al meglio il proprio stile folk. Una sorta di fusione tra una chitarra latina e il country americano rendono unico il loro stile, specialmente per due italiani di provincia. Attraverso il suo viaggio musicale, Luca Bash è rimasto solido nella sua ricerca: cercare il link con il suo pubblico attraverso una vera e pura espressione della sua visione del mondo. Attraverso i suoi testi, che delineano il nocciolo di cosa significa essere ancora vivo, e grazie ai sui esperti manufatti chitarristici evidenti nei suoi brani, Bash continuerà la sua ricerca, provando nuove vie con ogni pubblicazione per collegarsi con i fan e gli amanti della vita. La ricerca è per un sorriso cosciente, un respiro profondo, un “Bravo!” e questo è più che sufficiente per guidare questo appassionato cantautore.
Catania – Il Regno delle due
Sicilie rivela di essere all’avanguardia per l’attenzione rivolta alla
promozione della conoscenza delle patologie neuromuscolari rare.
Dall'impegno
profuso dal Centro di Coordinamento delle malattie rare dell’Azienda
Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, vero e proprio punto di
riferimento per tutti i pazienti del Sud Italia, al primo meeting nazionale per
pazienti affetti da Miopatia GNE organizzato dall’associazione Gli Equilibristi
HIBM Onlus presieduta da Valeria Pace, con il patrocinio morale dell’Università
di Messina, del Centro Clinico NEMO di Messina, di Telethon e della
Neuromuscolar Disease Foundation di Los Angeles.
Un’associazione
che ha il merito di aver saputo mettere in contatto i pazienti italiani,
facendoli sentire meno soli e “isolati”, creando un ponte che li collega alle
news provenienti dalle realtà terapeutiche e farmaceutiche d’oltreoceano.
Sabato 16
settembre (ore 9.30-18.00), per fare il punto della situazione, arriverà
dunque, il primo meeting nazionale, ospitato a Catania, dall’hotel Nettuno, situato
in viale Lauria, 121.
“Si
tratta di uno strumento – spiega Valeria Pace presidente dell’associazione Gli
Equilibristi HIBM Onlus, che ha da poco ricevuto il riconoscimento di Patient
Advocate da parte della Neuromuscolar Disease Foundation – per far capire che
la ricerca non è ferma e per far ‘sentire’ i pazienti meno soli”.
A
sottrarre terreno ai malati affetti da malattie degenerative, infatti, non è
solo la malattia rara, di cui per definizione si conosce poco e per la quale
troppo spesso non esiste una cura, ma anche e soprattutto il senso di
solitudine ed isolamento, che crea una sensazione di vuoto e di sospensione
perenne nella propria quotidianità, tali da farli sentire “malati, e quindi
esseri umani, invisibili”.
In
particolare La miopatia di GNE, precedentemente conosciuta come miopatia
ereditaria a corpi inclusi, è un disturbo genetico raro (autosomico recessivo)
che provoca atrofia e debolezza progressive del muscolo scheletrico, derivante
da mutazioni nel gene GNE, responsabile di un passo nella produzione di uno
zucchero chiamato acido sialico. I sintomi della malattia si verificano di
solito tra i 20 ei 40 anni ed essa compromette lentamente gli arti inferiori e
successivamente gli arti superiori. I pazienti in genere sono relegati in sedia
a rotelle uno o due decenni più tardi e infine alcuni pazienti hanno bisogno di
assistenza anche per attività di vita quotidiana. (Per maggiori informazioni
sulla patologia: qui)
“Questo
meeting di pazienti – dice Pace - è da considerare una sorta di progetto
pilota, cui aspiriamo a dare continuità, facendolo diventare un appuntamento
fisso, implementandolo nel tempo. Quindi qualunque cosa emergerà sarà per noi
veicolo di importanti informazioni per farci capire meglio la direzione verso
la quale andare e foriero di crescita per gli anni successivi”.
Un
momento nevralgico, dunque, di confronto e dibattito, dove condividere le
proprie esperienze ed essere informati sulle novità ed i progressi della
ricerca scientifica, medica e farmaceutica a livello mondiale. Notizie in grado
di “dare speranza” e di creare un sottile ma tenace filo rosso tra i pazienti.
“É
importante che ogni persona affetta da una patologia senza cura – continua Pace
- non si lasci trasportare da quello che
non si sa e ritrovi il gusto ed il coraggio di essere curiosa, a costo di
indisporre gli addetti ai lavori. Essere curiosi per suggerire domande a cui
bisogna trovare risposte o esserlo per trovare risposte a domande che non sembrano
essere state ascoltate”.
Nella
consapevolezza dell’eterogeneità delle condizioni possibili, dato che in ogni
paziente la mutazione del gene (le cui cause risultano tuttora ignote), e
quindi la malattia, progredisce ed evolve in maniera diversa, sembrerebbe
fondamentale che ogni individuo possa instaurare un processo di rispecchiamento
negli altri e di mutuo riconoscimento, per condividere la propria battaglia,
riconoscere le similitudini e discernere, al contempo, quelle differenze che
gli restituiscano il senso della propria imprescindibile unicità.
IL PROGRAMMA
La
mattina (9.30-13.00) è previsto un confronto tra e con gli esperti.
Interverranno:
Dott. C. Rodolico del Policlinico “G. Martino” di Messina; Dott. A. Behin del
Centro di riferimento per patologie neuromuscolari Paris Est; Dott.ssa G.
Avellina della Casa di cura riabilitativa Villa Sofia di Acireale; Dott.ssa L.
Bucalo della Fondazione “Aurora” Onlus, Centro Clinico Nemo di Messina.
Sarà
dato spazio, secondo quanto sottolinea la presidente dell’associazione, anche
al tema della fisioterapia dato che è l’unica “terapia” che i pazienti hanno a
disposizione per migliorare il loro stato fisico, non essendovi una cura.
Nel
pomeriggio (15.00-17.00) sono previsti due distinti gruppi di discussione: uno
dedicato al confronto ed allo scambio di esperienze tra i pazienti. L’altro
destinato ai familiari ed ai caregivers.
“Attraverso
il confronto e lo scambio di esperienze – evidenzia Pace - i pazienti ed i caregivers smettono di
sentirsi soli ed assumono consapevolezza di poter esprimere le proprie
emozioni, le sensazioni, ad alta voce. Nella sicurezza che il proprio interlocutore
possa capirli. Infatti, uno dei crucci dei caregivers, soprattutto dei
familiari, è il pensiero di non fare mai abbastanza, nonostante spesso
sacrifichino molta parte della loro vita per assistere il proprio caro. Questo
momento di scambio, dunque, sarà uno step per permettere loro di elaborare
anche questi sentimenti attraverso un confronto costruttivo”.
Sono
previsti due gruppi distinti, secondo le parole degli organizzatori, per
permettere ad ognuno di esprimere liberamente il proprio stato d’animo e di
elaborare, metabolizzare e far proprie determinate emozioni, senza che si
possano instaurare sensi di colpa e dinamiche conflittuali.
“Nella
mia esperienza – ribadisce la presidente dell’associazione organizzatrice – ho
imparato che non bisogna mai dare nulla per scontato, neanche quando si parla
con qualcuno che sta male come te, che ha vissuto o vivrà ciò che tu hai
vissuto, stai vivendo o vivrai, perché purtroppo rappresentiamo tutti il
passato o il futuro di qualcun altro”.
Ufficio Stampa Dott.ssa Tania Sabatino
E-mail taniasabatino@gmail.com
Mobile phone: 3205741842
Per maggiori info sulle attività
associative: Associazione Gli Equilibristi HIBM – ONLUS, V. Sottotenente Scalia
19, S. G. La punta (CT)
Website:
www.gliequilibristi-hibm.org
E-mail:
gliequilibristi.hibm@gmail.com
Per conoscere le attività di Telethon
dedicate all’universo della ricerca sulle malattie rare: http://www.telethon.it/
Settembre imperdibile per i buongustai a Moena, la Perla della Val di Fassa. Dal 9 al 16 è in corso la rassegna Sapori d'Autunno. In alcuni ristoranti selezionati è possibile assaggiare menu autunnali di chiara impronta ladina reinterpretati dagli chef e abbinati a vini di grande qualità. Per godersi appieno una serata nella sempre magica atmosfera della Fata delle Dolomiti e restare quindi fedeli alla filosofia di mobilità sostenibile che caratterizza il network internazionale Alpine Pearls di cui Moena fa parte, si consiglia di approfittare del servizio taxi "Ti porto io", lasciando a casa la propria automobile.
Contemporaneamente, venerdì 15 settembre prende inoltre il via la tradizionale festa gastronomica dedicata al prodotto più celebre della Perla trentina: il puzzone di Moena. Conosciuto anche con il nome ladino di spretz tzaorì (formaggio saporito), è un formaggio unico per il particolare odore acuto e il sapore inconfondibile. Si ottiene da latte crudo e viene stagionato almeno 4 mesi, fino ad un massimo di 7-8. I quattro giorni della manifestazione prevedono un ricco programma con musica, degustazioni guidate, workshop caseari per i più piccoli e la desmonteada, l'attesissimo ritorno delle mucche delle malghe.
Domani, 25 agosto alle ore 11 al palazzo Baronale di Melpignano si terrà la conferenza stampa di presentazione del Concertone finale de La Notte della Taranta.
All'incontro prenderanno parte il presidente della regione Puglia Michele Emiliano, l'assessore all'industria turistica e culturale della Regione Puglia Loredana Capone, il presidente della Fondazione La Notte della Taranta Massimo Manera, il sindaco di Melpignano e presidente dell'Unione dei Comuni della Grecìa Salentina Ivan Stomeo, il maestro concertatore dell'edizione 2017 Raphael Gualazzi, gli artisti ospiti che saliranno sul palco il 26 agosto: Gregory Porter, Suzanne Vega, Tim Ries, Yael Deckelbaum, Pedrito Martinez, Gerry Leonard, Lyron Meyuhas, Boomdabash e l'ètoile Nicoletta Manni. Alla conferenza stampa parteciperanno anche il coreografo dell'edizione 2017 del Corpo di ballo Luciano Cannito e i direttori artistici: del Concertone, Daniele Durante e del festival itinerante Luigi Chiriatti. Nel corso dell'incontro saranno illustrati i dettagli del ventennale della manifestazione.
Il pezzo è stato scelto come sigla per l’ultima edizione della nota trasmissione tv in onda su Rete quattro “Donnavventura”.
In pieno stile rock USA, il brano è un inno all'amore per la musica, compagna di viaggio unica e insostituibile di Margherita. Una presenza costante in ogni momento della vita: rock come segno di libertà. Musica come simbolo di vita.
Realizzato da Donnavventura Academy Videoriprese di Margherita by Biscuitz@Gigi Coppola Grazie alla gentile cortesia di Maurizio Rossi @Donnavventura
Ph: Anna Campolo
Si chiama “Zanin” il primo album di Margherita Zanin, la ventitreenne cantautrice ligure che ha esordito a metà marzo di quest’anno con una reinterpretazione del singolo “Generale” di De Gregori. Il disco, contiene 8 brani, due in italiano e sei in inglese:
“Non è un controsenso, ma una rappresentazione fedele di chi sono io oggi, del percorso che mi ha portata alla bella canzone italiana, attraverso un background blues internazionale che mi ha permesso di crescere”, Margherita Zanin.
DICONO DI LEI
“Un buonissimo ascolto, un disco che fa dire “finalmente!!!” Isole felici in questo scenario italiano assai mediocre…a tutto gas!!!”Full Song
“Mescolando ogni cosa, dal pop fatto a modo e con stile al blues di certe radici gospel americane ecco saltar fuori un lavoro ottimamente prodotto”. Loud Vision
“Un lavoro vissuto di anni di esperienza e di gradini saliti a suon di talento e carriera” Annalisa Nicastro, Sound 36
“Un’opera magistrale di tutto ciò che c’è di davvero popolare nella musica proveniente soprattutto dalle terre dell’ovest” Giancarlo Susa, Blog Music
“L’intero album ha una qualità eccelsa, sia per voce, musica, arrangiamenti e qualità, anche per quanto concerne la scelta delle cover. Potrei usare altre mille parole, ma sarebbero superflue. Quando un disco è bello, è bello. Punto. Assolutamente consigliato.” Causa ed Effetto
“Un disco pregiato e prezioso, pregiato per i suoni e la produzione” Paolo Polidoro, Musicalnews
“Questo “Zanin” fa cultura per chi nella musica ricerca il momento pregiato, la soluzione di fino, il passaggio che cita ed il suono di classe.” Gianluca Clerici, Just Kids Magazine
“Un disco davvero ricco di sensazioni e di pelle…da non perdere.” Box Magazine
“Ci troviamo ben piantati nel presente, con freschezza e maturità, l’elettronica ha il suo peso e il mestiere di chi fa musica per davvero segna il passo e le regole del gioco.” Exitwell
“Zanin” è un disco di grande spessore che mette in mostra il talento naturale della cantautrice e il suo gusto per suoni raffinati fra blues, folk e country.”Piergiuseppe Lippolis, Music Map
“L’ascolto di questo esordio di Margherita Zaninmi lascia in più momenti felice e senza parole”. Alessandro Riva, Musicletter
“Fa piacere sentire voci giovani così ispirate, capaci di partire per Londra e ritornare in Italia con una valigia piena di esperienze musicali positive”. Alligatore
“Il titolo dell’album è semplicemente il cognome dell’artista, anche questo dettaglio rispecchia l’eleganza e la semplicità di questa cantante.” Quadriproject
““Zanin”, un esordio di spiccatissime qualità compositive e di produzione. “ Marco Vigliani, Sound Contest
“Prima prova interessante per Margherita Zaninche, con circa mezzora di album, mette le carte in tavola su quella che è la sua proposta artistica, coerente nel cantato e nella produzionee varia nella miriade di generi musicali toccati.”Qalt, Mescalina
“Il suo è un lavoro che trasmette molta personalità”. Sisco Montalto, Clapbands
“Uno straordinario esordio da parte di questa giovane cantautrice, spero di poter sentire presto dell'altro materiale”. Vanni Versini, Onda Musicale
“Margherita Zanin è una bella sorpresa.” Eleonora Montesanti, La Musica Rock
“Soul e blues si rincorrono per arrivare ad una sequenza ritmica dove il talento ne è il protagonista.” Gloria Gargano, Sidella In the City
“Margherita Zanin è un’artista che va tenuta d’occhio, perché se queste sono le premesse iniziali, c’è da ben sperare per il futuro.” Egle Taccia, Non Sense Mag
“Zaninè un disco maturo che già palesa una chiara direzione musicale.” Albachiara Re, I Think Magazine
“Questo album è un esordio spettacolare, davvero raro se si fa riferimento a molte uscite commerciali nostrane.” Giovanni D'Iàpico, Audiofollia
“Margherita Zanin ha la stoffa dell'artista determinata che sa quello che vuole. Il futuro è una continua conquista...” Viva Low Cost
“Grande eleganza soul, folk-rock e country, regalando sfumature narrative legate a riflessioni ed esperienze personali”. Blog Foolk
Produttore Artistico: Roberto Costa _MUSITAL
Etichetta: PLATFORM MUSIC Milano
Si ringrazia la produzione di Donnavventura, nella persona dell'ideatore e fondatore Maurizio Rossi.
BIO
Margherita Zanin è nata a Savona nel ’93 e dopo aver ascoltato in ambiente familiare da piccola, il blues dei primi anni ’40, il folk countryacustico di Gillian Welch, la musica americana woodstockiana ed il rock delle band inglesi dei primi anni ’70. A 17 anni ha iniziato a studiare musica con Mauro Castellano pianista classico ed insegnante di conservatorio. Da giovanissima, ha avuto la possibilitàdi maturare esperienza nei live attraverso numerose serate in Italia e all’estero, accompagnata da diversi musicisti anche di fama internazionale quali Pippo Matino, Gigi Cifarelli, Stefano di Battista, Jorge Bezerra e di partecipare e numerosi festival musicali in Liguria. Dopo l’esperienza di Amici nel 2013 (ha superato tutti gli otto provini tranne l’ultimo) Margherita fa lunghe permanenze a Londra ed è proprio a metà strada tra l’Inghilterra e l’Italia che comincia a pensare al suo primo album. Nel 2015 incontra Roberto Costa, bassista storico di Lucio Dalla, giàproduttore dello stesso Dalla, Carboni, Ron, Gli Stadio, e insieme decidono che saràil produttore del suo disco: 8 brani, due in italiano e sei in inglese. Pubblicato da Platform Music, neonata etichetta indipendente milanese, nasce così ZANIN, disponibile nei Digital Store.
L’album è stato preceduto da un singolo, una cover di Generale di Francesco De Gregori che ha ottenuto riscontri molto positivi dal pubblico e dai media.
Il nuovo singolo, uscito insieme all’album “Zanin”, si chiama PIOVEed è una ballata originale interamente scritta, testi e musica, da Margherita.