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martedì 12 settembre 2017

Informare, conoscere e condividere: al via il primo meeting nazionale sulla Miopatia GNE

Catania – Il Regno delle due Sicilie rivela di essere all’avanguardia per l’attenzione rivolta alla promozione della conoscenza delle patologie neuromuscolari rare.
Dall'impegno profuso dal Centro di Coordinamento delle malattie rare dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, vero e proprio punto di riferimento per tutti i pazienti del Sud Italia, al primo meeting nazionale per pazienti affetti da Miopatia GNE organizzato dall’associazione Gli Equilibristi HIBM Onlus presieduta da Valeria Pace, con il patrocinio morale dell’Università di Messina, del Centro Clinico NEMO di Messina, di Telethon e della Neuromuscolar Disease Foundation di Los Angeles.
Un’associazione che ha il merito di aver saputo mettere in contatto i pazienti italiani, facendoli sentire meno soli e “isolati”, creando un ponte che li collega alle news provenienti dalle realtà terapeutiche e farmaceutiche d’oltreoceano.

Sabato 16 settembre (ore 9.30-18.00), per fare il punto della situazione, arriverà dunque, il primo meeting nazionale, ospitato a Catania, dall’hotel Nettuno, situato in viale Lauria, 121.
“Si tratta di uno strumento – spiega Valeria Pace presidente dell’associazione Gli Equilibristi HIBM Onlus, che ha da poco ricevuto il riconoscimento di Patient Advocate da parte della Neuromuscolar Disease Foundation – per far capire che la ricerca non è ferma e per far ‘sentire’ i pazienti meno soli”.


A sottrarre terreno ai malati affetti da malattie degenerative, infatti, non è solo la malattia rara, di cui per definizione si conosce poco e per la quale troppo spesso non esiste una cura, ma anche e soprattutto il senso di solitudine ed isolamento, che crea una sensazione di vuoto e di sospensione perenne nella propria quotidianità, tali da farli sentire “malati, e quindi esseri umani, invisibili”.
In particolare La miopatia di GNE, precedentemente conosciuta come miopatia ereditaria a corpi inclusi, è un disturbo genetico raro (autosomico recessivo) che provoca atrofia e debolezza progressive del muscolo scheletrico, derivante da mutazioni nel gene GNE, responsabile di un passo nella produzione di uno zucchero chiamato acido sialico. I sintomi della malattia si verificano di solito tra i 20 ei 40 anni ed essa compromette lentamente gli arti inferiori e successivamente gli arti superiori. I pazienti in genere sono relegati in sedia a rotelle uno o due decenni più tardi e infine alcuni pazienti hanno bisogno di assistenza anche per attività di vita quotidiana. (Per maggiori informazioni sulla patologia: qui)


“Questo meeting di pazienti – dice Pace - è da considerare una sorta di progetto pilota, cui aspiriamo a dare continuità, facendolo diventare un appuntamento fisso, implementandolo nel tempo. Quindi qualunque cosa emergerà sarà per noi veicolo di importanti informazioni per farci capire meglio la direzione verso la quale andare e foriero di crescita per gli anni successivi”.
Un momento nevralgico, dunque, di confronto e dibattito, dove condividere le proprie esperienze ed essere informati sulle novità ed i progressi della ricerca scientifica, medica e farmaceutica a livello mondiale. Notizie in grado di “dare speranza” e di creare un sottile ma tenace filo rosso tra i pazienti.
É importante che ogni persona affetta da una patologia senza cura – continua Pace -  non si lasci trasportare da quello che non si sa e ritrovi il gusto ed il coraggio di essere curiosa, a costo di indisporre gli addetti ai lavori. Essere curiosi per suggerire domande a cui bisogna trovare risposte o esserlo per trovare risposte a domande che non sembrano essere state ascoltate”.
Nella consapevolezza dell’eterogeneità delle condizioni possibili, dato che in ogni paziente la mutazione del gene (le cui cause risultano tuttora ignote), e quindi la malattia, progredisce ed evolve in maniera diversa, sembrerebbe fondamentale che ogni individuo possa instaurare un processo di rispecchiamento negli altri e di mutuo riconoscimento, per condividere la propria battaglia, riconoscere le similitudini e discernere, al contempo, quelle differenze che gli restituiscano il senso della propria imprescindibile unicità.



IL PROGRAMMA

La mattina (9.30-13.00) è previsto un confronto tra e con gli esperti.
Interverranno: Dott. C. Rodolico del Policlinico “G. Martino” di Messina; Dott. A. Behin del Centro di riferimento per patologie neuromuscolari Paris Est; Dott.ssa G. Avellina della Casa di cura riabilitativa Villa Sofia di Acireale; Dott.ssa L. Bucalo della Fondazione “Aurora” Onlus, Centro Clinico Nemo di Messina.
Sarà dato spazio, secondo quanto sottolinea la presidente dell’associazione, anche al tema della fisioterapia dato che è l’unica “terapia” che i pazienti hanno a disposizione per migliorare il loro stato fisico, non essendovi una cura.
Nel pomeriggio (15.00-17.00) sono previsti due distinti gruppi di discussione: uno dedicato al confronto ed allo scambio di esperienze tra i pazienti. L’altro destinato ai familiari ed ai caregivers.
“Attraverso il confronto e lo scambio di esperienze – evidenzia Pace -  i pazienti ed i caregivers smettono di sentirsi soli ed assumono consapevolezza di poter esprimere le proprie emozioni, le sensazioni, ad alta voce. Nella sicurezza che il proprio interlocutore possa capirli. Infatti, uno dei crucci dei caregivers, soprattutto dei familiari, è il pensiero di non fare mai abbastanza, nonostante spesso sacrifichino molta parte della loro vita per assistere il proprio caro. Questo momento di scambio, dunque, sarà uno step per permettere loro di elaborare anche questi sentimenti attraverso un confronto costruttivo”.
Sono previsti due gruppi distinti, secondo le parole degli organizzatori, per permettere ad ognuno di esprimere liberamente il proprio stato d’animo e di elaborare, metabolizzare e far proprie determinate emozioni, senza che si possano instaurare sensi di colpa e dinamiche conflittuali.

“Nella mia esperienza – ribadisce la presidente dell’associazione organizzatrice – ho imparato che non bisogna mai dare nulla per scontato, neanche quando si parla con qualcuno che sta male come te, che ha vissuto o vivrà ciò che tu hai vissuto, stai vivendo o vivrai, perché purtroppo rappresentiamo tutti il passato o il futuro di qualcun altro”.





Ufficio Stampa Dott.ssa Tania Sabatino
E-mail taniasabatino@gmail.com
Mobile phone: 3205741842

Per maggiori info sulle attività associative: Associazione Gli Equilibristi HIBM – ONLUS, V. Sottotenente Scalia 19, S. G. La punta (CT)
Website: www.gliequilibristi-hibm.org
E-mail: gliequilibristi.hibm@gmail.com

Per conoscere le attività di Telethon dedicate all’universo della ricerca sulle malattie rare: http://www.telethon.it/

Per conoscere le attività del Centro Nemo: www.centrocliniconemosud.it
Per saperne di più sulle attività di Orphanet Italia e dell’Osservatorio sulle malattie rare:


mercoledì 14 giugno 2017

Il videoclip de 'O mele targato Fede'n'Marlen spopola nell'universo del web

 E’ ufficialmente entrato nell’universo del web, e dunque è ora fruibile online, il videoclip del brano ‘O mele, per la regia di Chiara Borzacchiello, che ha curato anche la grafica dell’album.

Autrici ne sono Federica Ottombrino e Marilena Vitale, al secolo Fede’n’Marlen

Il brano, che miscela le sonorità del world mediterranean folk, è contenuto in “Mandorle”, uscito a febbraio 2016, su etichetta Europhone Records/Veloce Entertainment, prodotto da Gennaro de Concilio con Cinzia Fonticelli, che hanno sostenuto anche la realizzazione del progetto del video, con la produzione artistica e gli arrangiamenti di Arcangelo Michele Caso.

Il messaggio lanciato dal testo di O’ mele come dal video, dove le immagini sono intrecciate alle parole all’insegna di una forte coerenza, è quello che richiama la capacità di intenerirsi ancora, dando spazio alle piccole cose: il vento in faccia dal finestrino dell'auto, lo sguardo meravigliato e giocondo puntato sulla luna. Cose grandi e da grandi che accomunano però ai bambini, che nel loro entusiasmo, custodiscono il segreto della gioia di vivere.

Un messaggio trasfuso in suoni viscerali e sinceri, capaci di “entrare nella pelle del sogno”, quell’obiettivo di autodeterminazione “controcorrente” in cui le cantautrici hanno scelto con coraggio e caparbietà di credere, opponendosi alla superficialità ed alla banalità di una quotidianità liquido-moderna che troppo spesso toglie vigore all’empatia e delude.




LA STORIA

Un piccolo album fotografico, così definisce Federica Ottombrino questo brano, che contiene, come i granelli della stessa collana, storie diverse ma con un unico filo che le tiene unite: la rinascita.

Nel cuore pulsante di musica e parole si ritrovano temi etici e di denuncia sociale come quello del superamento del dolore e della solitudine attraverso lo slancio vitale che sa vedere nell’ostacolo non un muro insormontabile bensì un gradino su cui salire per avanzare verso i propri obiettivi esistenziali. Un testo scritto a quattro mani da Federica con Mauro Serino per “cucire insieme” come in un patchwork di vite ed emozioni, la storia di una donna sola che vive per strada, una ragazza che per un lutto ha smesso di cantare e poi ricomincia, una “aneme a cavante” (un’anima inutile) che chiede alla luna qualcuno con cui dimezzare la sua paura, e un barbone, precisamente 'O barone, che a Napoli chiunque abbia frequentato, anche poco, il centro storico ha conosciuto.

A lui è affidato il leitmotiv del testo, racchiuso nel ritornello: “Se 'o munno gira e và 'a casa mia ‘cca addà passà (se il mondo gira, casa mia passerà da qui). Un antidoto per reagire a quell’angoscia che ci prende quando il mondo va troppo veloce rispetto ai ritmi individuale ed un’esortazione a riscoprire il gusto di assaporare le esperienze e la quotidianità con lentezza, riaffermando con coraggio il ritmo della propria vita… il proprio ritmo.

Ma anche il germoglio da coltivare per far “fiorire” una nuova consapevolezza ed aiutare a coltivare l’arte della pazienza, perché le gioie arrivano a chi sa aspettare, anche se non sempre nei tempi e nei modi che l’individuo si aspetterebbe, vorrebbe ed ha preventivato.
Una fiducia cieca nella vita, un esplosione di vitalità e libertà che sa e può emergere anche dal dolore più profondo.

A dare corpo, assieme a Federica ed a Marilena a queste ballate dolci e malinconiche, oltre a Mauro Serino, anche i ritmi di musicisti amati come Pasquale Benincasa alla batteria, Giuseppe Spinelli alla chitarra, Mirko Grande al basso e Enzo Grimaldi alla fisarmonica.



COS’E’ O’ MELE

A ribadirlo è Federica. “Il miele” è quel posto, quella persona, a volte solo quel pensiero che sa tranquillizzarti, che sa essere la chiave per aprire altre stanze nella casa della tua mente… le stanze più vere e profonde.

Il miele, metaforicamente è rappresentato da Sabrina, la bambina protagonista del video, che entra nella vita di una donna, frenetica e distaccata, per darle, attraverso gesti semplici, il ricordo di quanto si possa godere delle piccole cose. Ma attenzione, ribadisce Federica, se è vero che “nessuno si salva da solo” è altrettanto vero che, parafrasando italo Calvino, la felicità altrui non dipende da noi. Quindi, nonostante si vogliano curare le altrui ferite, “sintonizzandosi” empaticamente sul dolore dell’altro, una dote preziosa da coltivare, non è possibile delegare ad altri il proprio riscatto e la propria rinascita: ognuno deve trovare nella propria forza interiore e nella propria volontà la forza di rialzarsi.



Ecco il link a cui è possibile ascoltare le sonorità e gustare l’alchimia con le immagini protagoniste del video O’ Mele: https://www.youtube.com/watch?v=GdMhY2OMoAY.

Fede’n’Marlen su Facebook
https://it-it.facebook.com/fedenmarlen



Ufficio Stampa Europhone Records
Tania Sabatino
+39 3205741842

Produzione - Europhone Records
Gennaro de Concilio
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