Visualizzazione post con etichetta Finanza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Finanza. Mostra tutti i post

mercoledì 26 agosto 2015

Intervista di Marco Zoppi sulla Voluntary Disclosure: problematiche della regolamentazione, ultime news e agevolazioni della Calculation of Voluntary Disclosure di Global Capital Trust

Dal 1 gennaio 2015 è entrata a far parte dell'ordinamento italiano la nuova regolamentazione in materia di affioramento e rientro dei capitali posseduti in modo irregolare all’estero, la legge n. 186 del 15/12/2014 sulla c.d. Voluntary Disclosure. Il fondatore e Chief Executive Officer della società svizzera Global Capital Trust, Marco Zoppi, ci aiuta a capirne le peculiarità:

“La Voluntary Disclosure – esordisce Marco Zoppi - è l'opportunità offerta al contribuente italiano che detenga posizioni estere non regolari di autodenunciarsi, mettendosi in regola con il fisco italiano, previo il pagamento di tutte le tasse eluse e delle relative ammende.


La scadenza della Voluntary Disclosure è prevista per il 30 settembre 2015 ed ormai siamo a ridosso di questa data, ma ci sono dei rumors, molto importanti anche di fonte governativa, che ipotizzano una proroga del termine fino alla fine dell’anno o addirittura anche oltre.

La decisione di spostare in avanti il termine di scadenza è davvero importante per tutti gli operatori del settore - dice Marco Zoppi - si è giust'appunto in attesa di diverse circolari ministeriali che dovranno fare luce sugli aspetti ancora oscuri della normativa sulla Voluntary Disclosure. Un punto da chiarire, per fare un esempio, è quello relativo ai casi in cui si verifica il raddoppio dei tempi per il calcolo della Voluntary Disclosure. La normativa, appunto, stabilisce che in presenza di reati penali fiscali, come il falso in bilancio o le false fatturazioni, l'arco temporale per il calcolo della Voluntary Disclosure raddoppi, passando da 5 a 10 anni.

Un’altra circolare molto rilevante che stiamo aspettando è quella che attiene l'argomento sui prelievi. I prelievi sul conto qualora effettuati in contanti devono essere giustificati. Ma che genere di “pezza giustificativa” sia consentito affiancare all’intervista che facciamo al cliente per apprendere i motivi del prelevamento non è ancora stato chiarito.

Visto che Global Capital Trust è una compagnia svizzera, voglio citare anche una problematica che riguarda i frontalieri. Per coloro tra i frontalieri che vogliano aderire alla Voluntary Disclosure non è stato fino a questo momento ben specificato l'impiego del “secondo pilastro” fiscale svizzero”.

Sono molti i players già attivi nel consentire l’attuazione della procedura di Voluntary Disclosure, secondo il parere di Marco Zoppi quale può essere il plus dell’affidarsi ad una società svizzera come Global Capital Trust?

“Global Capital Trust, mediante il suo team di professionisti, propone collaborazione in special modo ai professionisti italiani nelle fasi iniziali della procedura di Voluntary Disclosure. Ciò che viene proposto più in particolare, è il disbrigo di tutti gli adempimenti di raccolta della movimentazione eseguita presso istituti stranieri con i quali - ribadisce il dottor Marco Zoppi - Global Capital Trust ha rapporti pluriennali, nonché il computo effettivo della Voluntary Disclosure. Per quanto riguarda proprio la fase di calcolo, Global Capital Trust in partnership con lo studio Mattavelli di Lugano ha realizzato un software dedicato che consente oltre all’esecuzione di calcoli della massima precisione anche l'opportunità di procedere a veloce comparazione tra i costi della Voluntary Disclosure analitica e quella forfettaria.

Global Capital Trust - sottolinea Marco Zoppi - è il partner perfetto per il professionista italiano che abbia bisogno di effettuare con precisione e prestezza le attività di questa fase preparatoria, in maniera da poter porre il cliente finale nelle migliori condizioni di giudizio della Voluntary Disclosure, il tutto con la riservatezza che una compagnia elvetica quale Global Capital Trust è nelle condizioni di assicurare”.

GLOBAL CAPITAL TRUST AG
8, Kolinplatz 6300 - Zug CH
 +41 41 7267766
 info@globalcapitaltrust.ch
www.globalcapitaltrust.ch/it/

venerdì 13 marzo 2015

Fondi pensione: come scegliere la miglior soluzione di pensione integrativa?

Pensione integrativa, complementare, “di secondo pilastro”: sono tanti i modi in cui è possibile indicare l’istituto di previdenza privata che sempre più lavoratori decidono di affiancare a quella pubblica, gestita dall’INPS.

Gli strumenti attraverso cui si costruisce la propria pensione integrativa si chiamano fondi pensione, ne esistono per tutte le necessità e per tutte le categorie professionali e altro non sono che strumenti nei quali il lavoratore versa una parte del proprio stipendio e che vengono investiti sui mercati finanziari; da qui ne ricava una rivalutazione che gli verrà restituita sotto forma di rendita vitalizia una volta che avrà smesso di lavorare.

Ma cosa sono esattamente i fondi pensione e quali sono le tipologie previste dall’ordinamento italiano? In genere, nel nostro Paese, si fa risalire la nascita di questo tipo di strumento previdenziale al 1993, quando il legislatore, di fatto, ne liberalizzò il mercato. In realtà, già in precedenza questi erano previsti per alcune categorie di lavoratori ed erano regolati da norme interne alle singole aziende.

In base alla modalità di partecipazione ai fondi, sono due le macro-categorie in cui è possibile distinguere questi strumenti di pensione integrativa: i fondi pensione a contribuzione definita e quelli a prestazione definita. Con i primi, il lavoratore versa periodicamente una quota prestabilita e ne ricava una rivalutazione variabile, in base all’andamento del mercato; nel secondo caso la società di gestione del risparmio con cui il lavoratore ha sottoscritto il fondo assicura a quest’ultimo una prestazione certa dei suoi conti; a variare sarà la quantità di capitale che il contribuente dovrà versare al fondo stesso.

Scegliere quale tipo di fondo pensione sottoscrivere non dipende però solo dal trattamento economico atteso, ma da tutta un’altra serie di fattori soggettivi e oggettivi che dipendono, a loro volta, dalle esigenze specifiche di ogni singola persona. Un passo avanti, da questo punto di vista, lo hanno fatto quelle società di gestione del risparmio che offrono ai loro aderenti la possibilità di utilizzare in maniera autonoma avanzati motori di ricerca per scegliere i comparti d’investimento più adatti al proprio profilo. Fra queste, Online Sim, società del gruppo Ersel  nata nel 2000, supporta i propri clienti fornendo un potente fund selector per confrontare l’andamento dei fondi pensione nei quali è possibile investire.


Non solo ampia possibilità di scelta e facilità di accesso ai fondi: con Online Sim pianificare il proprio piano di pensione integrativa è anche conveniente: grazie alla sua natura totalmente telematica, le commissioni di ingresso sono totalmente azzerate mentre le commissioni di gestione sono altamente competitive. 

martedì 10 marzo 2015

Staffetta tra Italia e Cina per Marco Zoppi per la promozione del Trust

Successivamente alla chiusura del rapporto di cooperazione tra Global Capital Trust e lo Studio Legale Yingke, il CEO Marco Zoppi, anche grazie al contributo del suo gruppo assume tra gli assistiti un'importante famiglia di origine cinese residente negli Stati Uniti: tale nucleo familiare, in particolare, ha richiesto a Global Capital Trust, mediante la mediazione dello Studio Legale Yingke, di predisporre un sistema di Trust creato ad hoc per facilitare un'iniziativa di successione patrimoniale da attuarsi in modo da non andare contro le disposizioni fiscali in vigore sia negli Stati Uniti che in Cina.

L'occorrenza di rispondere ad una richiesta così caratteristica ha reso possibile consolidare oltre il legame di mutua cooperazione tra Global Capital Trust e Yingke, ma anche di chiarire sul dinamismo che caratterizza le due identità attrici della collaborazione che sta contribuendo in misura determinante a divulgare il Trust nel vasto territorio cinese. Tra le innovazioni fatte vedere proprio in questi giorni, e dirette a facilitare le relazioni tra Global Capital Trust e i suoi clienti cinesi, c'è un servizio di newsletter che verrà propagato attraverso WeChat, il social network piu'apprezzato all’interno del vasto stato asiatico. Il servizio, definito ‘’China Fiscal Newsletter’’, consentirà a Global Capital Trust di comunicare in modo ancor piu' immediato {al suo pubblico di riferimento|ai suoi clienti, raggiungendo così anche tutti i teorici clienti non ancora informati sui vantaggi offerti dal Trust.