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Tenuta Carafa, con la sua elegante struttura cinquecentesca, è da sempre la location più indicata ad ospitare eleganti banchetti e ricevimenti di ogni tipo. Riferimento assoluto per Caserta e per l’intero territorio campano, la struttura, lungamente impiegata dalla nobile famiglia dei Carafa come dimora abituale, è stata sottoposta in tempi recenti ad un’importante opera di restauro che ha riportato la struttura alla bellezza originaria.
Eleganza, servizio e cura dei particolari per la tua cerimonia a Caserta
Il sontuoso edificio riserva nei suoi ambienti esterni ed interni numerose location in grado di fungere da sfondo perfetto per eventi di vario genere: alla bellezza intrinseca della tenuta si aggiunge l’impeccabile professionalità di tutto lo staff, silenziosa ed efficiente equipe in grado di provvedere con discrezione ed efficacia a determinare il senso di benessere e piacere di tutti gli ospiti di Tenuta Carafa. Gli spazi esterni, come lo splendido giardin, soprattutto durante la bella stagione, si prestano in maniera particolare al festeggiamento di ricorrenze come compleanni e lauree.
Molto richiesta, anche per occasioni quali i 18° compleanni, è anche la soluzione del banchetto a bordo piscina: l’ampia piscina presente all’interno del giardino, infatti, offre un ambiente esclusivo e raffinato nel quale intrattenersi in compagnia dei propri ospiti per celebrare con raffinatezza il raggiungimento della maggiore età.
Tenuta Carafa è il punto di riferimento anche per l’organizzazione ed il festeggiamento di riti religiosi: l’area esterna, infatti, ospita anche una piccola cappella consacrata, nella quale è possibile far celebrare le funzioni da festeggiare subito dopo presso uno dei saloni della villa. Le sale interne sono numerose, tutte contraddistinte da arredi e finiture di grande pregio: ogni salone offre agio e confort a tutti gli invitati e ben si presta per l’allestimento di banchetti e buffet da condividere con amici e parenti per festeggiare una ricorrenza o un’occasione speciale. La struttura dispone inoltre di un’ampia sala in grado di ospitare contemporaneamente fino a 200 persone, possibile soluzione anche per meeting di lavoro e presentazioni aziendali.
Agli sposi, che possono naturalmente disporre dei medesimi ambienti appena citati, sono riservati in forma esclusiva alcuni degli spazi più intimi della tenuta: in questo contesto marito, moglie ed invitati possono trascorrere il loro giorno più bello e godere in maniera discreta dell’atmosfera magica che l’antica dimora dei Carafa, nei suoi angoli più riservati, è in grado di regalare a tutti gli ospiti.
Il giorno del matrimonio merita di essere celebrato in un contesto in grado di regalare agli sposi e ai loro invitati un’atmosfera da favola: è per questo motivo che lo staff di Tenuta Carafa non lascia nulla al caso, curando e gestendo scrupolosamente tutte le fasi del ricevimento nuziale.
Tenuta Carafa si trova a Formicola, in provincia di Caserta, in Via Corso.
Il
video diretto da Nico The Raw, avrà come protagonista il balletto
provocante fra i due artisti.
Dopo
“Blue”, “Orange” e “Silver” - i primi tre singoli
estrapolati dal progetto “RAID”- “Ice”
non rappresenta un colore bensì un elemento ovvero il ghiaccio, che
è anche sinonimo di freschezza a livello di stile nel vestire e
struttura del brano.
Il
pezzo riflette a pieno l’intento classico dell’intera saga
(andare contro le strutture classiche dei pezzi), intento che si
esprime concretamente nell’uso di un drop
stile deep house
che si fonde alla trap.
«Questa
scelta è stata effettuata dai due artisti come provocazione alle
classiche canzoni che si sentono di solito ed è in perfetta sintonia
con gli ideali che stanno sperimentando con le uscite di tutti i
video della saga». NICO
FLASHER
Molto
atteso è il videoclip del singolo che porterà in scena un
divertente ed ironico balletto fraNICO FLASHER &
MR.MALA,proprio per
rendere metaforicamente il mettersi in ridicolo scimmiottando le
classiche scene proprie dei video trap.
Etichetta:
SLOMO FACTORY
BIO
Rapper
classe 1994 della provincia di Ferrara,
Nico Flasher, non ancora ventenne, muove i suoi primi passi nella
scena locale con il nome di Nico Flash. Nel 2013 si è già distinto
per il suo flow ed entra in contatto con Sfera
Ebbasta,
con cui incide Boom, brano presente nella compilation Hit Mania. La
collaborazione tra i due si rinnova poco dopo con Ice
Cream,
traccia di Emergenza mixtape, primo progetto solista di Sfera
Ebbasta. Passano pochi mesi e Nico pubblica un brano per l’etichetta
di Piotta, La Grande Onda, in Go
Mixtape.
Dopo queste collaborazioni e i primi palchi, nel 2014 firma per Mondo
Records, etichetta di Mondo Marcio. Così, a inizio 2015, pubblica il
suo primo
lavoro solista, Young Nico Mixtape,
in cui figura, tra gli altri, Sfera Ebbasta e, subito dopo, a parte,
Pagella
d’oro,
singolo prodotto da Mondo Marcio con i featuring di Lazza e Shine.
Nel 2016 firma una strofa di Qua
per restare,
brano contenuto nel disco La
freschezza del marcio
(Universal Music / Mondo Records) di Mondo Marcio.
Nel
2017 lascia Mondo Records e continua a collaborare con altri
esponenti della nuova scuola, come Plant, con cui realizza la traccia
Newave
in cui figurano anche Boro
Boro, Bangerz e Fly:
il video supera le 120.000 visualizzazioni in poco più di un mese.
In questo periodo il rapper cambia nome in Nico Flasher e si chiude
in studio per lavorare con un producer con cui trova un grande
feeling artistico, il suo concittadino Mr.Mala.
Da questo connubio nasce un nuovo progetto, Raid,
in cui i due decidono di pubblicare a cadenza regolare un pezzo,
associato di volta in volta a un colore diverso, in vista di un EP.
Nei video dei primi due pezzi, Blue
raid e Orange raid,
Nico mette in risalto la mano nera, suo amuleto e simbolo
rappresentato da un guanto indossato per ricordarsi sempre che, per
raggiungere i propri obbiettivi, bisogna sporcarsi le mani, lavorare
sodo come fa la gente dell’ambiente da cui proviene e in cui è
cresciuto.
In radio il quarto singolo estratto dall’album Persuadimi
Ci sono momenti in cui devi cambiare qualcosa, dentro o fuori di te; momenti in cui sei stanca di avere davanti qualcuno che, immobile, è pronto a ricevere, ma mai a dare; momenti in cui l’unica parola da pronunciare a te stesso è “Basta”.
Da una parola nasce il brano di Miriam Ricordi, e da un concetto nasce il suo nuovo videoclip, scritto e diretto da Francesco Di Biase e Federica Quadrelli.
"Basta" per me è una sorta di dichiarazione d'intenti! Ho sempre pensato a questa canzone come al mio manifesto…
Il trio Di Biase, Quadrelli, Ricordi ha già collaborato, a dicembre, nella realizzazione del videoclip “La Vigilia di Natale”, una struggente ed elegante ballad dalle sonorità orchestrali che conserva il graffio caratteristico dello stile della cantautrice. Un racconto semplice e potente, che recupera l’intimità e sfonda le ipocrisie del Natale commerciale, accolto con grande entusiasmo e commozione da parte del pubblico.
“Persuadimi”, perfetto connubio di forza e dolcezza, è il racconto di un percorso musicale fatto di contaminazioni, studio, sperimentazioni, creative camp internazionali e collaborazioni virtuose, prima fra tutte quella con la band che accompagna Miriam Ricordi nei suoi live: Angelo Marrone (tastiere), Matteo Teodoro (basso), Valerio Camplone (batteria), Luca Ricordi (sax). L'album si presenta con un titolo foneticamente suadente e provocante, spazia tra melodie acustiche, note cantautorali più introspettive e venature istintivamente rock, esprimendo a pieno lo stile non convenzionale della cantautrice e la sua anima eclettica. Ne è un esempio il brano che Miriam ha scelto come primo singolo, "Ho bruciato il mio caffè": una ballata sulla fine di una storia, tra consapevolezza e insolenza, tra ammissioni di colpe e orgoglio di indipendenza, giocata su quel sottile filo di ironia che è la chiave di lettura pura del rock. Il titolo dell’album, “Persuadimi”, è un’esortazione e una visione del mondo, secondo Miriam: "Persuasione è il tentativo di giungere in fondo a se stessi, alla consapevolezza della propria vita”. Anche in questa interpretazione di persuasione come cambiamento di mentalità non "imposto" dagli altri ma “accolto” dentro di sé tramite una scelta, emerge l’anima indipendente e combattiva di Miriam Ricordi, ben espressa dai 10 pezzi che compongono l'album. 9 brani inediti e un’unica cover “Pensiero Stupendo”, dedica all’amore per il rock: Il 16 giugno 2017 esce il secondo singolo estratto. "Anche solo per stasera", un pezzo moderno e orecchiabile, racconta un gioco di sguardi e di seduzione che si innesca tra due persone, il primo incontro che avviene in un hotel, le emozioni e i sentimenti tipici del colpo di fulmine e la voglia di lasciarsi andare. L'immagine di copertina del disco è un regalo dell'artista abruzzese Guido Di Marzio.
Eccentrica, scanzonata e spregiudicata come la sua musica, Miriam Ricordi nasce a Pescara il 17 maggio 1990 quando l'OMS cancellava l'omosessualità dalla lista delle malattie mentali.
La sua musica la porta a suonare in Italia e all’estero, sale sul palco a fianco di artisti come Eugenio Finardi, Modena City Rambles, Marina Rei, Coez, Le luci della centrale elettrica e partecipa al "Premio Pigro" dedicato a Ivan Graziani.
Grazie ai 164 sostenitori della sua campagna di crowdfunding e alla vittoria del “PostepayCrowd@Music” realizza il suo primo disco “Persuadimi”, registrato presso le “Cantine di Badia-Chianti recordng studio” a Poggibonsi (Si).
CREDITS VIDEO:
Regia di Francesco Di Biase Scritto da Federica Quadrelli e Francesco Di Biase Interpretato da Alice Cantoro
Band: Miriam Ricordi, Matteo Teodoro, Luca Ricordi, Valerio Camplone Make up: Sara Piersante Styling: Alice Cantoro Location: Villa Mediterranea
Press, radio, Tv Agency
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Una canzone che tratta il delicato tema della disoccupazione giovanile attraverso un sound scanzonato che vuole quasi infondere un senso di speranza e di reattività agli ostacoli.
Il pezzo di lancio di Igor Lampis racconta lo sconforto dei giovani che dopo anni di studio, di impegno, di fatica, restano con un pugno di mosche in mano. Non trovano lavoro, non hanno la forza per reagire, sperano in un aiuto esterno che mai arriverà. Sono consapevoli di avere le capacità per intraprendere qualsiasi attività ma si trovano isolati e persi. Passano le giornate inviando curriculum e partecipando a inutili colloqui in cui la maggior parte delle volte vengono liquidati con un semplice “le faremo sapere”. Non c’è speranza per i giovani in uno Stato che non li tutela.
L’intento della musica è quello di stemperare l’atmosfera di sconforto del giovane disoccupato. L’arrangiamento risulta in qualche modo allegro, quasi come una canzone estiva degli anni sessanta.
La chiusura del pezzo è lasciata a un lungo assolo di sintetizzatore che per qualche attimo fa dimenticare le peripezie del giovane in cerca di lavoro, ma appena il pezzo si chiude subito la mente torna alle sue sventure in cui molti si ritrovano.
L’album “Nuovo Cantacronache n°4” è il disco d’esordio da solista di Igor Lampis (membro del gruppo “Nuovo Cantacronache” che si propone, come già in passato faceva il gruppo dei Cantacronache storici torinesi, di “evadere dall’evasione”). L’artista raccoglie il testimone del rigore programmatico, del taglio narrativo, della versificazione incalzante in rima baciata, dell’osservazione acuta che si fa invettiva, tra sberleffo e dramma, declinando il tutto con un’attitudine punk che schiaffeggia in maniera provocatoria il belcanto, le buone maniere e qualsiasi deriva estetizzante per dire con schiettezza vino al vino e pane al pane.
Lampis narra con il piglio del cantastorie l’epopea sommersa della gente comune, quella che se la passa male, quella che si arrangia di lavoro in lavoro, vessata dall’opprimente assenza dello Stato. La sua è la voce del guastafeste che canta fuori dal coro: la voce di chi rifiuta l’omologazione, di chi sceglie traiettorie sghembe, di chi conosce la dolente bellezza dei margini, ben sapendo che “dai diamanti non nasce niente”. Una voce che dice la verità.
ETICHETTA: Cenacolo di Ares EDIZIONI: Materiali Musicali / Irma Records
Radio date: 3 aprile 2018
Pubblicazione album: 20 aprile 2018
BIO
Igor Lampis (StravyPaz) è chitarrista e membro fondatore dei Punkillonis; dal 2012 ha intrapreso parallelamente la carriera solista, come necessità rivolta soprattutto ad accompagnare con musica e canto la sua attività di autore di romanzi, racconti e poesie durante i reading di presentazione. Da quel momento in poi non ha smesso di imbracciare la chitarra classica/acustica vestendo anche i panni di cantautore e traendo spunto dai grandi nomi del passato che ha sempre apprezzato. La passione per Brassens e per i suoi traduttori italiani, lo mette in contatto con Beppe Chierici che insieme a Margot Galante Garrone rimetteva in piedi il progetto del Nuovo Cantacronache. È lo stesso Beppe Chierici che dopo avere assistito a un suo Live gli offre la possibilità di entrare a far parte del progetto come autore. Proposta che trova subito il favore del cantautore punk che fino a quel momento vi partecipava solo in veste di produttore e di editore. Il Nuovo Cantacronache n°4 è il suo primo disco da solista.
Per il 2018 è prevista anche l’uscita del cd Punk/Rock a nome StravyPaz.
«Essere liberi cos’è se non difendere parole che non cercano altra via oltre l'esser poesia di libertà»
Nu Shu, che letteralmente significa “scrittura delle donne”, è un brano che ridefinisce il concetto di libertà prendendo spunto dalle donne cinesi dell’Hunan, le quali, seppur sessualmente segregate e obbligatoriamente analfabete, agiscono da esseri liberi sviluppando ciò che nessuno potrà mai rubare:
«Se penso alla libertà penso al Nu Shu, la lingua delle donne cinesi dell’Hunan, tra 1000 e 600 anni fa. A loro era vietata l’alfabetizzazione. Troppo rischioso, forse... E quindi, tra loro, svilupparono una lingua, scritta e parlata, che si tramandavano da madri a figlie, da figlie a nipoti. Gli uomini non potevano capirle, e loro, seppur schiave, si sentivano libere. Perché? Forse perché, in fondo, la libertà nient’altro è che provare la dignità di vivere in quello che vogliamo nascondere, tra quei segreti che nessuno ci può strappare e nella volontà di essere noi stessi con coloro che di sicuro avranno cura di quello che sentiranno uscire dalla nostra bocca e dal nostro cuore». Luca Bash
Il singolo è estratto da un CD di 15 brani, scritto e prodotto in due lingue (italiano e inglese). L’LP in inglese è intitolato “Keys of Mine”, mentre in italiano si chiama “Oltre le Quinte”. Il progetto si è sviluppato senza direzione artistica, in maniera sequenziale, chiedendo ad ogni musicista di arrangiare e registrare in remoto nella propria città senza indicazione alcuna. L’LP è quindi una composizione dove ognuno ha fatto ciò che la sua arte e gusto gli ha indicato. Di fatto il fine ultimo del progetto di Luca Bash è una dedica ai suoi amici musicisti. Il motivo è semplice:
«Per quanto una persona possa partecipare ad un progetto per sperare che succeda qualcosa o per tentarle tutte, loro (i musicisti) sono gli unici che con un semplice gesto quale suonare e amare le mie canzoni, hanno di fatto reso possibile il dare una forma a quello che io semplicemente sono: uno stupido artista che non ce la fa a rassegnarsi a vivere senza fare ciò che mi rende felice». Luca Bash
Dicono di lui
«Intriga non poco per le continue soluzioni compositive tutt’altro che banali e mai, e sottolineo mai, ovvie». FullSong
«Luca Bash pubblica questo nuovo disco che va ascoltato con attenzione in ogni angolo del suo incede, con un suono pulito e misurato, con soluzioni di mestiere e tanto istinto» Blog Music
«Luca Bash che torna in scena con un bellissimo disco di pop d’autore raffinato e colto». Interstella
«Oltre le quinte di Luca Bash è un bellissimo pop di matrice autorale, da cantautore del grande pubblico». VentoNuovo
«Un disco che non strizza l’occhio alla bellezza industriale da main stream […] ma lascia che sia l’emozione e l’incontro delle persone a dominarne l’ascolto». Loud Vision
«Un disco sincero, quello di Luca Bash, che in punta di piedi racconta uno spaccato di vita nel modo più pop e tradizionale possibile». Clap Bands Blog
«Un lavoro intenso, lungo, istintivo che porta con se la magia di una rievocazione, della sua carriera e delle sue amicizie, musicisti e collaborazioni»Sound36
«Luca Bash […] imprime sui testi una densità di parole e significato che rispecchiano efficacemente il suo intento, quello di dipingere la vita a colori accesi». Eroica Fenice
«Un disco dalle mille qualità, spunti, idee, intrecci musicali a profusione». Audio Follia
«Quindici brani dal sound indie-rock che incorniciano un songwriting dalla originale cifra stilistica, impreziosito dall’apporto creativo dei vari musicisti coinvolti». BlogFoolk
BIO
Luca Bash inizia a studiare musica all’ inizio degli anni ‘90, inizialmente con lo studio del violino, per poi passare nel ’94 alla chitarra. Comunque aspetterà fino al ’99 prima di scrivere la sua prima canzone, quando impatta in Dave Matthews, acquistando per caso il suo duo acustico “Live at Luter College”. La volontà di comprendere la composizione chitarristica lo spinge ad iscriversi all’ UM – Università della musica – a Roma, approfondendo la chitarra ritmica e l’armonia. Produce le sue prime 13 canzoni, tra cui “Dear John”, che lui stesso riconosce come il primo pezzo da poter presentare al pubblico.
Nel 2006, Bash fu invitato a partecipare al Festival Internazionale di Piombino, rassegna che vinse in duo acustico, corredando il suo successo con il premio di miglior interpretazione. Formò in seguito una band, chiamata BASH, la quale in 5 anni produsse un LP, “On Air” e vinse diversi eventi nella realtà indie.
I BASH ruppero nel 2011 dopo che I suoi membri principali cambiarono città per motivi lavorativi, ma l’avventura di Luca Bash non terminò. Continuò a scrivere ma nel 2013 ebbe un grave incidente in moto, che lo debilitò per diversi mesi e cinque giorni di coma. Durante la riabilitazione Bash acquisì una coscienza diversa rispetto la sua musica, trainato dalla fortuna di poter di nuovo suonare la chitarra. Da qui, ricontattò da Torino, la sua nuova città, il suo amico e chitarrista storico Giova (Giovanni) Pes per iniziare un nuovo capitolo della sua storia musicale. Nel 2014, un interessante storia discografica prende piede: il progetto CMYK. Il duo ha realizzato 4 EP di canzoni acustiche: Cyan, Magenta, Yellow and Key Black. Ogni EP rappresenta uno dei colori base nella stampa grafica che, a differenza dei colori video, RGB, sono fondamentali per stampare ogni tipo di immagine. L’ intento è quindi quello di fissare in maniera indelebile ciò che Luca Bash vuole esprimere dal profondo del suo io. Attraverso il progetto CMYK, la musica di Bash inizia a mettere piede nel panorama internazionale indie. Nel 2015 the duo realizzarono Single Drops, che raccoglie il singolo “Your Tomorrow” ed un brano favorito da ognuno dei 4 EP. La critica descrive questa nuova direzione al meglio: “Con una semplice base acustica, Pes aggiunge bellezza alle composizione di Bash attraverso la sua chitarra al fine di definire al meglio il proprio stile folk. Una sorta di fusione tra una chitarra latina e il country americano rendono unico il loro stile, specialmente per due italiani di provincia. Attraverso il suo viaggio musicale, Luca Bash è rimasto solido nella sua ricerca: cercare il link con il suo pubblico attraverso una vera e pura espressione della sua visione del mondo. Attraverso i suoi testi, che delineano il nocciolo di cosa significa essere ancora vivo, e grazie ai sui esperti manufatti chitarristici evidenti nei suoi brani, Bash continuerà la sua ricerca, provando nuove vie con ogni pubblicazione per collegarsi con i fan e gli amanti della vita. La ricerca è per un sorriso cosciente, un respiro profondo, un “Bravo!” e questo è più che sufficiente per guidare questo appassionato cantautore.
Un tappeto musicale pop/rock accoglie l’intenso racconto di una storia sentimentale dall’epilogo negativo ma che apre porte verso nuove speranze.
Stefano Virga dà forma ad una canzone che esprime il punto di vista di un uomo dall'anima ferita, capace però di riconoscere il vuoto lasciato dall'amore. Un amore forte ed impetuoso che sembra quasi impossibile da poter vivere ma che comunque viene donato senza alcuna riserva. Riflessioni contrapposte si risolvono allora nella consapevolezza per cui la vita infondo sia in ogni modo un dono da preservare a tutti i costi.
Il distacco tra il dolore e la vita è ben espresso dallo stile musicale del brano che aderisce evidentemente a suoni moderni ed attuali. La predilezione di ritmi rock è mediata da interventi orchestrali che rimandano all’elemento del doppio che ricorre lungo tutto il pezzo.
Etichetta: Virgus
Produzione e arrangiamento a cura di Fabio Ganci
Studio di registrazione: Angelo Studio
BIO
Stefano Virga nasce a Palermo nel ’68. Sempre vicino alla musica, lavora come dj e in piccole radio private. Nel 1986 il primo album in collaborazione con il maestro Matteo Butticè, autore del brano “Andavo a 100 allora”. Per la Interbeat –Wea, in collaborazione con Luigi Piergiovanni incide i due singoli “E Buonanotte” e “Gli occhi delle donne”, quest’ultimo presente nella compilation “Anni 90”.
Nel 1993 arriva il cd “Paradisi artificiali” grazie alla collaborazione di Alessandro Maria Barelli, dove Stefano affronta tematiche sociali, reagendo alle situazioni drammatiche delle nuove generazioni. L’autore si ripropone cinque anni dopo con l’album “Sciureru” che vede la collaborazione di Riccardo Cimino e Aldo Azzaro. Nel 2006 esce il nuovo cd: “Punto e Virga” che segna l’inizio di una nuova situazione; l’autore si ripropone in una chiave diversa rispetto al passato. Un nuovo inizio, una nuova fase, un periodo diverso. Un cd sentito dall’inizio alla fine, dove però non poteva mancare il tocco d’autore grazie alla collaborazione di Cesare Chiodo che firma il pezzo “Amore Digitale”. Qui il lavoro in studio viene superato dalla vita quotidiana: le sensazioni, le emozioni, perché no, le avventure quotidiane si riflettono nelle composizioni e diventano musica vera, suonata. Proprio per questo il disco può essere definito “artigianale”, nato nella sala prove grazie alla collaborazione dei musicisti che hanno provato i pezzi, li hanno cambiati, arrangiati, vissuti; così il cd diviene “roba” da musicisti e non da arrangiatori, un pezzo artigianale, forse non perfetto, ma unico. Nel 2014 esce l’album “Passo” che raccoglie monologhi del cuore, di un cuore trafitto, di un cuore senza battito, ma di un cuore che riesce a rimandare all'amore.
L'autore non crede alla musica come atto di riparazione, essa ha il valore di nutrimento dei sentimenti, dell'amore, dei desideri, delle speranze.
Atmosfere surreali e ipnotiche si mescolano alla maestria di Blaine Reininger, fondatore, dei Tuxedomoon, ospite di questo brano
Lo sport estremo più pericoloso è stare lontani dalla vita. “Quasar” offre le istruzioni per non ricascarci più. Dopo “Dimenticare Burroughs” i Dorian Gray propongono un nuovo estratto da Moonage Mantra avvolgendo il pubblico in un’ambientazione sonora dentro la quale Blaine Reininger canta e suona come non mai.
“Quasar” è estratto dall’album “Moonage Mantra”, il settimo album dei Dorian Gray. Il disco, uscito lo scorso marzo, vede la partecipazione di Blaine Reininger (Tuxedomoon), Luca Masseroni (Tre allegri ragazzi morti) e Sebastiano de Gennaro (Calibro 35 / Le luci della centrale elettrica), oltre che dei disegnatori Davide Toffolo, Ausonia, Andrea Bruno, Gildo Atzori e Marino Neri, autori dell’artbook che accompagna l’album.
I Dorian Gray sono un gruppo musicale alternative rock formatosi a Cagliari nel 1989. Ha all’attivo sette dischi, il primo dei quali si intitola “Shamano”, uscito nel 1992. Le successive pubblicazioni sono “Matamoros” (1995), “Il veleno della mente” (1997), “Tempi supplementari” (2005), “Forse il sole ci odia” (2008), “La pelle degli spiriti” (2013) e “Moonage Mantra” (2017). I Dorian Gray furono la prima formazione europea ad esibirsi nella repubblica cinese con un tour vero e proprio di dieci date in cinque città, e in generale la loro carriera li ha portati ad esibirsi con continuità in Italia e nel mondo, contando Londra, Berlino, e Toronto fra le ultime tappe. Tra i premi ricevuti, il Premio Lunezia e il Premio MEI alla carriera.
Attualmente la formazione è composta da Davide Catinari, Samuele Dessì, Nico Meloni e Andrea Viti.