martedì 15 marzo 2016

Continua il “Manicomio tour” degli Ummo. Nuova data al Crazy Bull Cafè di Genova



Venerdì 18 marzo in Liguria sul palco del Crazy Bull Cafè  di Genova un  imperdibile concerto  della rock band abruzzese.


 Dopo il  Rock’n Roll Club  ed il  BQ De Nòtt a Milano , gli UMMO continuano il viaggio  italiano  con il loro  Manicomio Tour” atterrando  venerdì 18 Marzo, in Liguria,   sul palco del Crazy Bull Cafè di Genova.

Il loro spettacolo,  mai scontato, continua ad ottenere riscontri di critica e la forza di questa band coinvolge  emotivamente il  pubblico incrementando  ogni volta  il numero dei fan.
Un eclettico e  ambizioso  progetto  pensato e condotto  con presenza scenica e grandi qualità tecniche da Cris Romanelli (Voce e Tastiere) ,Gregory Coniglio (Basso) , Federico Di Simone (Batteria) e dal giovane  chitarrista Davide Colleluori.

Continua lo Show/Live  del gruppo  che sta   riscuotendo consensi anche sulle  Radio Italiane attraverso il brano “Sindrome”, terzo singolo estratto dall’omonimo album UMMO. 

Nella cornice del Crazy Bull Cafè  apriranno e chiuderanno  il concerto degli  UMMO i Figli dei Fiori Finti https://www.facebook.com/FiglideiFioriFinti/ e gli  Another One ( https://www.facebook.com/Another-One-313809991968227/ ) due giovani  band genovesi .

Info
Crazy Bull Cafè
Via Eustachio Degola ,4
16151 Genova

Prossime Date :
Sabato 19 Marzo  Montesilavano (Pe) – Jammin’Club
Giovedì 31 Marzo Bari – Pellicano
Venerdì 01 Aprile Foggia – Groove Live Club
Venerdì 27 Maggio Vercelli – Officine Sonore
Giovedì 16 Giugno Potenza – Lounge Bar open act Pino Scotto
Venerdì 17 Giugno Coreno Ausonio (Frosinone) – Freedom Live open act Pino Scotto
Sabato 18 Giugno Apiro (Macerata) – La Polveriera open act Pino Scotto

E non finisce qui …


Press, radio, Tv Agency
DCOD Communication

venerdì 11 marzo 2016

ALFONSO DE PIETRO: “LA CANZONE DI RITA” E' IL SECONDO SINGOLO ESTRATTO DAL SUO NUOVO ALBUM “DI NOTTE IN GIORNO”


Un brano dedicato a una giovane siciliana ribelle e testimone di giustizia.



Rita Atria ha 17 anni nel 1992, quando si suicida. È una giovane siciliana, figlia e sorella di mafiosi, che, dopo gli omicidi del padre e del fratello, decide di rivelare tutto quello che sa degli affari della sua famiglia con la politica e l’economia del tempo. Dopo la strage di via d’Amelio si sente perduta, sola: anche Paolo Borsellino, il giudice a cui ha riservato le sue rivelazioni, unico riferimento rimastole, è stato assassinato. La bara della “picciridda” arriva nel suo paese, Partanna (TP), dove l’hanno definita “fimmina lingua longa e amica degli sbirri” e viene accompagnata al cimitero da poche donne. La madre, che l’ha rinnegata, spaccherà la lapide a martellate. Per 21 anni rimarrà una tomba senza nome. Dal 2013 ce n’è una su cui è inciso “La verità vive”.

Il vincitore dei premi “Musica contro le mafie” (2012), “Agenda Rossa Borsellino” (2013), “Cultura contro le mafie” (2014) torna con un nuovo lavoro discografico dal titolo DI NOTTE IN GIORNO che nascerà con il patrocinio di LIBERA e con una presentazione di don LUIGI CIOTTI.
Le canzoni raccontano disperazione e speranza, disagio collettivo e lotta per i diritti, indifferenza e riscatto. Ricordano alcuni martiri civili: Giancarlo Siani, Lollò Cartisano e Rita Atria.
Inoltre il nuovo album presenterà una suggestione musicale nuova: una cifra stilistica di “canzone d'autore vestita di jazz”, anche in virtù della collaborazione con musicisti molto apprezzati nel panorama jazzistico nazionale ed internazionale, che vantano collaborazioni con artisti quali Bollani, Rava, Lee Konitz, Phil Woods, Gianmarco, Tommaso, Urbani, e molti altri.


DICONO DI LUI:

"Un disco verso cui sedere, ascoltare, riflettere e sicuramente goderne del bel suono" Red, Sound36

"Il nuovo disco dei Alfonso De Pietro, se pur vestito di eleganza e di gusto tra gli arrangiamenti in chiave Jazz, resta forse il più diretto ed incisivo percorso a testimonianza della sua attività come uomo e come artista attivo nella lotta sociale e culturale contro tutte le mafie del nostro paese." Marco Vittoria, Vento Nuovo

"Passaggi acustici davvero interessanti filologicamente intrecciati con le ballate americane (se non fosse per i fiati) che ricordano talune contaminazioni della nostra discografia anni ’70 e ’80" Marco Riva, Music Letter 

Dietro messaggi di forte impatto per una lotta a tutte le mafie di questo paese, la canzone d’autore di De Pietro è intrisa di metafora, di vita quotidiana, di belle emozioni. Il tutto condito da un sapore jazz." Blog Della Musica

"Un disco di musica pop d’autore che però porta con se il carico di grandi messaggi che De Pietro veicola con gusto tra metafore e romanticismo, tra dure realtà e poche altre variazioni sul tema." Marco Vigliani, Sound Contest

"…il livello qualitativo è senza dubbio di alta gamma, l’autore padroneggia le note e le plasma con disinvoltura    e grande sensibilità" Quadri Project

"Un bel disco insomma che traduce la sua missione in missione di tutti, emozioni e condivisioni, un sound morbido, elegante, a tratti popolare, a tratti da gala pregiati di alta società. Alessio Primio, 100 Decibel

"Un disco che parla ai giovani delle nuove generazioni attraverso un linguaggio Jazz, una canzone d’autore che si veste di parole forti e di metafore dolcissime e comunicata un senso di rivalsa e di rinascita. " Maria Stefania Bochicchio, Full Song

"testimonianza che la lotta a tutte le mafie di questo paese passa anche per la musica, testimonianza che è arrivato il momento di un nuovo inizio." Maria Rosaria Piscitelli, My Dreams


BIO
Alfonso De Pietro in 10 punti.
1. Compositore, autore, chitarrista, cantante, educatore. Campano di origine, toscano di adozione.
2. Laureato in Scienze Politiche, presso l’Università di Pisa, oltre alla didattica musicale, a tenere concerti e a produrre e rappresentare opere di Teatro-Canzone, mi occupo di Formazione: educatore, docente e tutor per giovani drop-out (dispersione scolastica) e area del disagio.
3. Dopo aver fatto parte di diversi gruppi, con un’intensa attività live pluriennale, dopo aver scritto per il teatro e il cinema, da solista nel 2011 ho pubblicato per Storie di Note (Musica&Ideali) il cd (IN)CANTO CIVILE, con le PARTECIPAZIONI STRAORDINARIE di CLAUDIO LOLLI, don ARMANDO ZAPPOLINI, IL PARTO DELLE NUVOLE PESANTI – con i PATROCINI di LIBERA, AVVISO PUBBLICO, CASA MEMORIA FELICIA E PEPPINO IMPASTATO, C.N.C.A. (Coordinamento Nazionale Comunità d’Accoglienza)
4. Parte di una delle recensioni più significative ed emblematiche.“(In)canto civile”: album apodittico per un’ideale Spoon River del III Millennio. Come si vede e si sente De Pietro non difetta di coraggio, e nemmeno di convinzione e slancio ideali (che il dio delle note d’autore gliene renda merito: l’augurio è che possa preservarli intatti per altri cento lavori come questo), il suo album è intriso di speranza, voglia di dire, credere, crescere, denunciare, sognare, solidarizzare. (Mario Bonanno)
5. Premi Nazionali ricevuti: MUSICA CONTRO LE MAFIE 2012, AGENDA ROSSA Borsellino 2013, CULTURA CONTRO LE MAFIE 2014
6. Tra i tantissimi concertied eventi, a seguito di questa uscita discografica, si segnalano in particolare: Presentazione ufficiale del cd alla FESTA NAZIONALE di LIBERA a FIRENZE. Apertura dei concerti di CLAUDIO LOLLI, Il Parto delle Nuvole Pesanti, Pippo Pollina. Numerose partecipazioni ad eventi a tema Legalità con don LUIGI CIOTTI ed i magistrati PIERO GRASSO, ETTORE SQUILLACE GRECO, FRANCESCO MESSINEO, NICOLA GRATTERI, e gli amici e colleghi del Pool con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: GIUSEPPE AYALA e LEONARDO GUARNOTTA. Partecipazione a TRAME, Festival nazionale letteratura contro le mafie. Partecipazione all’appuntamento annuale a CINISI (PA), organizzato da CASA MEMORIA FELICIA E PEPPINO IMPASTATO con i Modena City Ramblers. Debutto a PARIGI, presso la sede Anpi Les Garibaldiens e al Petit Théâtre du Bonheur, a Montmartre.
7. (IN)CANTO CIVILE (IN)FORMAZIONE è il Laboratorio ideato e condotto nelle Scuole: scrittura creativa collettiva e musica d’insieme per Rappresentazioni di poesia, racconti e canti di memoria e di riscatto, per progetti di Educazione alla cittadinanza attiva e alla responsabilità.
8. Per E!STATE LIBERI! - l’Organizzazione di LIBERA, Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie, che coordina l’attività nei Campi di LIBERA TERRA - da qualche anno porto concerti e conduco i Laboratori presso i Beni confiscati alle mafie in Sicilia, Calabria e Campania, incontrando e coordinando centinaia di ragazzi, giovani ed adulti provenienti da tutta Italia, partecipanti ai Campi di formazione e volontariato, che Libera attiva ogni anno.
9. La scrittura dei brani per il nuovo cd riporta ancora alla musica che abbia anche una funzione sociale, stavolta per una "canzone d'Autore vestita di jazz”. I contenuti raccontano disperazione e speranza, disagio collettivo, indifferenza e riscatto, e ricordano alcune vittime di mafia; scrittura musicale, esecuzioni acustiche ed arrangiamenti, articolati e raffinati, sono vicini al mondo del jazz, sia per la formazione strumentale (chitarra, pianoforte, contrabbasso, sax, tromba, batteria), sia per la presenza di affermati jazzisti
10. In cantiere: una RAPPRESENTAZIONE di Teatro-Canzone che raccolga le esperienze artistiche e d’impegno sociale degli ultimi anni; un LIBRO-DIARIO/CD in cui si racconteranno i viaggi non solo musicali attraverso le realtà delle Cooperative di LIBERA TERRA, in un percorso di diritti e dignità; un’ASSOCIAZIONE CULTURALE per la promozione del teatro-canzone civile.



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“LO STATO DEI SOLDI” É IL PRIMO SINGOLO ESTRATTO DAL NUOVO ALBUM DI MANUEL RINALDI “FACCIO QUELLO CHE MI PARE”, IN RADIO DAL 15 GENNAIO


Un brano energico, provocatorio e “duro” che affronta una tematica di vita quotidiana: i soldi. Si parla di chi è caduto nel vortice senza fine dell’avidità, di chi ha subito pressioni a causa del denaro, dello “Stato” dei soldi e di cosa fare per stare alla larga da questo gigantesco inganno.

Provocazione e ironia nei confronti dello “Stato” in cui viviamo, di chi manipola con fare presuntuoso, di chi crede ancora che esista uno stato responsabile e corretto.
Ironia e provocazione per un mondo popolato da essere umani il cui unico scopo e punto cardine di vita sembra essere diventato il denaro.



Un disco diretto sia per quanto riguarda le sonorità, sia per i testi, che esce dopo appena un anno dalla nascita del suo primo album.
Il titolo non ha bisogno di spiegazioni, è proprio da interpretare così: «mi sono rotto… adesso faccio quello che mi pare».
Manuel non è interessato a consigli su cosa bisognerebbe fare in determinate circostanze o su quale sarebbe l’atteggiamento giusto da tenere o ancora meglio, restando in ambito musicale, su quale sia il sound giusto o qual è il genere del momento, piuttosto vuole fare solo quello che in un preciso istante sta vivendo e quello che lo fa stare bene.
Così è nato questo disco, 11 brani suonati, sudati e raccontati alla sua maniera, con la giusta cattiveria che contraddistingue lo scenario rock, con la giusta provocazione che contraddistingue il suo stile, con la voglia di dire nel bene e ne male quello che pensa.
Ed è un disco suonato veramente, non c’è nulla di “finto”, dalla batteria, basso e alle chitarre.

Per ascoltare il nuovo album di Manuel Rinaldi “Faccio quello che mi pare”:


BIO
Manuel Rinaldi è un cantautore rock emiliano originario di Guastalla, paese in provincia di Reggio Emilia, quella zona della bassa reggiana che sorge proprio accanto alle rive del fiume Po.
Manuel abbraccia la sua prima chitarra già da bambino, e da lì la musica lo accompagna per tutto il suo percorso. Con i Pupilla, band punk-rock di cui è stato fondatore, nel 2001 pubblica per EMI i singoli “Estate fantastica” e “Sono in festa”, la cui produzione artistica è affidata a Cris Maramotti. Successivamente, inizia con la band un tour live che lo porta in giro per l’Italia, arrivando anche a esibirsi sull’importante palco dell’ Alcatraz di Milano.
Manuel, che è compositore e autore di tutti i brani originali dei Pupilla, dopo qualche tempo decide di intraprendere la carriera da solista e nel 2007 collabora con Gianni Bella a un brano che gli consente l’ingresso all’Accademia di Sanremo.
Nel 2009 pubblica per l’etichetta MOLTOPOP il singolo “Giornata Diversa”. Successivamente si trasferisce in Inghilterra, paese in cui ha fatto diverse esperienze di musica e di vita. Passa diversi mesi a Brighton e, proprio durante quella permanenza, trova l’ispirazione per voler produrre il suo primo album da solista.
A Novembre 2014 esce “10 minuti” un album contenente 10 tracce che vanta la produzione artistica di Fabio Ferraboschi (bassista de “I RIO” e importante autore di testi, tra cui “Invisibili”, brano scritto biografia insieme a Cristiano De Andrè) e la collaborazione alle chitarre di Cris Maramotti (ex chitarrista di Piero Pelù). “10 minuti” ha sonorità brit-rock, il sound è ruvido e si intreccia con la melodia orecchiabile dei testi, caratterizzati da una spiccata dose di provocazione e ironia. Il singolo “Cioccolata” estratto dall’album, rimane per ben 3 mesi all’interno della INDIE MUSIC LIKE che vede protagonisti i maggiori brani indipendenti più trasmessi dalle radio.
Il 15 Gennaio 2016 è la data che annuncia l’uscita del singolo “Lo stato dei soldi” in tutte le radio.
Il 30 Gennaio 2016 è uscito ufficialmente il nuovo album “Faccio quello che mi pare” su tutti gli store digitali e su supporto fisico.



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giovedì 10 marzo 2016

PAVANELLO SERRAMENTI E PALAZZO LAMPEDUSA: DA ROVIGO A PALERMO, PER FINIRE A NEW YORK CON DAVID BOWIE

Un palazzo storico di Palermo, anzi un palazzo unico, in cui è nato il 23 dicembre 1896 e vi ha vissuto a lungo l’autore de Il Gattopardo, è stato al centro di un’affascinante storia da raccontare: quella del suo recupero e della sua ritrovata bellezza.




Palazzo Lampedusa a Palermo è un patrimonio che trascende l’ambito architettonico e oltrepassa anche i confini nazionali. Sono pochi infatti gli edifici che possono essere considerati protagonisti di uno dei più importanti romanzi della letteratura del Novecento, come Il Gattopardo. E se nell’opera di Giuseppe Tomasi di Lampedusa non vi è lieto fine, la travagliata storia di Palazzo Lampedusa si è conclusa nel modo più bello, con un restauro e un ripristino che hanno fatto rinascere lo stabile seicentesco, restituendogli tutto il fascino che aveva perso durante un lungo periodo di abbandono.
Un ruolo fondamentale in questo emozionante recupero l’hanno svolto proprio le accurate descrizioni lasciate dallo scrittore, dalle quali sono partiti gli architetti per riportare il Palazzo al suo antico splendore. L’architetto Alice Franzitta lo ha spiegato con una metafora illuminante: “Le sue frasi sono state il vangelo per la ricostruzione. Abbiamo trascritto l'intera pagina del suo libro I racconti con la descrizione all'ingresso, ma ci sono molte frasi anche nelle altre stanze”. Di grande utilità sono state anche le fotografie aeree scattate sopra il Palazzo prima che i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale - che portarono lo scrittore a sviluppare quella nostalgia per il passato che risalta nel suo capolavoro - e ulteriori demolizioni avvenute successivamente, lo riducessero a rudere, tanto che il suo destino sembrava quello di lasciare spazio a un palazzo multipiano in cemento armato. La sfida ha richiesto quindi un buona dose di coraggio, ma in soli cinque anni quest’angolo di Palermo è cambiato radicalmente, grazie a capitali esclusivamente privati che sono riusciti a mettere a disposizione i dieci milioni che servivano per completare i lavori a regola d’arte. Lavori che hanno valorizzato il risultato finale con accorgimenti di equilibrata modernità, come spiega sempre l’architetto Franzitta: “Abbiamo voluto che il ripristino rivelasse la sua contemporaneità attraverso dettagli come la balaustra in vetro serigrafato anziché in pietra, i tagli contemporanei nelle volte, la geometria delle colonne, la stilizzazione degli archi e alcuni infissi collocati al pianoterra con una forte inclinazione rispetto al prospetto”.
A questo punto il lettore potrebbe chiedersi cosa c’entri David Bowie. Be’, il collegamento tra Palazzo Lampedusa e il Duca Bianco da poco scomparso a New York c’è eccome, in quanto la rockstar aveva inserito Il Gattopardo nella lista dei cento libri che amava di più. Un esteta del suo calibro avrebbe sicuramente apprezzato il fascino riacquistato dall’edificio. E anche Giuseppe Tomasi di Lampedusa, se lo vedesse oggi, sicuramente proverebbe piacere nel constatare che sia tornato a essere "casa" come lui amava chiamarlo ("...casa voglio chiamarla e non Palazzo...").
Per rendere il loro intervento ancora più proficuo, gli attuali proprietari hanno espresso la volontà di consentire che Palazzo Lampedusa sia visitabile a orari stabiliti, in modo che tutti possano sentire la Storia che si respira nel luogo. Un’anteprima è stata trasmessa lo scorso 13 febbraio durante il magazine televisivo Linea Verde Orizzonti: http://bit.ly/1TuW3PN   
Per Pavanello è un grande onore che i propri serramenti siano stati scelti per recitare una parte di primo piano in un’operazione di tale portata culturale e architettonica. Il loro inserimento si distingue, oltre per i pregi intrinseci nella qualità costruttiva che caratterizza i prodotti dell’azienda di Rovigo, per una perfetta armonia con gli intonaci e i colori originali che sono stati presi a esempio dai curatori del progetto. La medesima coerenza stilistica si nota nelle diverse soluzioni ad arco, per le quali sono state prese come rigoroso riferimento le forme barocche dell’epoca, riconoscibili anche nei traversi.
Per ulteriori informazioni scrivere a info@pavanelloserramenti.it o telefonare allo 0425/474515.



Federico Nanut
Ufficio Stampa L'Ippogrifo®
Tel. +39 040 761404
Skype Ippogrifo.nanut

Le Perle Alpine nel Mese della Mobilità Dolce

La Giornata delle Ferrovie (non) Dimenticate è un appuntamento ormai tradizionale organizzato dall'associazione Co.Mo.Do. (Confederazione Mobilità Dolce), che dal 2006 coordina e unisce le realtà associative e istituzionali nazionali impegnate nella promozione della mobilità sostenibile e nel recupero delle vie di trasporto storiche. Giunta alla nona edizione, la Giornata si svolge nell'ambito del Mese della Mobilità Dolce (dal 6 marzo al 6 aprile 2016), durante il quale si susseguirà un ricco programma di iniziative in tutte le regioni d'Italia, dove il treno e le antiche linee regionali si faranno veicolo per riscoprire storie e territori dimenticati.

L'impegno di Alpine Pearls
Alpine Pearls è un'associazione internazionale di comuni che riunisce 25 tra le più incantevoli località dell'arco alpino, dalla Francia alla Slovenia. Per promuovere un turismo rispettoso dei delicati equilibri alpini e un'idea di vacanza sostenibile e senza stress, Alpine Pearls ha fatto della mobilità dolce e senz'auto un punto centrale della propria filosofia. Le località e le strutture che aderiscono al circuito Alpine Pearls sono raggiungibili con i mezzi pubblici e garantiscono ai propri ospiti la possibilità di spostarsi ovunque fruendo della rete di trasporto pubblico gratuitamente o a prezzi vantaggiosi, e utilizzando mezzi di trasporto ecologici e alternativi: treni locali, trekking-bus, biciclette, e-bike e fat bike, veicoli elettrici, ciaspole, carrozze e una fitta rete di aree e percorsi ciclopedonali ben segnalati e chiusi al traffico.

La linea Coira-Arosa e il fascino della Svizzera in treno
La Svizzera non è soltanto il regno di incantevoli montagne e immacolati ghiacciai. Da oltre un secolo i suoi idilliaci e sperduti villaggi alpini sono collegati da una fitta rete di collegamenti ferroviari nazionali e locali dove l'audacia dell'ingegneria si sposa perfettamente con il paesaggio, tracciando meravigliosi percorsi tra le vette, a un passo dal cielo. La Perla di Arosa sorge a quasi 1800 metri di quota, nel cuore dei Grigioni. Il suo centro storico è raggiunto dalla linea a scartamento metrico Coira-Arosa (Arosabahn), che dal 1915 collega le due rinomate località di villeggiatura attraversando impressionanti viadotti e stupende gole alpine. Un modo ecologico e spettacolare per iniziare la propria vacanza! L'incanto delle ferrovie alpine elvetiche può essere anche vissuto in un viaggio di Perla in Perla di sei giorni che tocca le Perle di Arosa, Disentis/Mustér, Interlaken e Les Diablerets, in un percorso alla scoperta delle alpi svizzere e dei suoi tesori - rigorosamente car free.

Il treno delle meraviglie a Limone Piemonte
Limone Piemonte è la più meridionale delle Perle Alpine. Già meta storica di villeggiatura e sport invernali della borghesia piemontese, è oggi una deliziosa cittadina turistica sospesa tra la montagna e il mare, e anche una delle pochissime località alpine italiane direttamente raggiunta dalla ferrovia. La linea Ventimiglia-Limone, il cui progetto fu avviato per volontà del conte Camillo Benso di Cavour a metà del XIX sec., è un tracciato di poco meno di 100 km che dal mare sale velocemente agli oltre 1.000 m del Col di Tenda, sul confine italo-francese, per poi entrare nel paese di Limone e da lì proseguire fino a Cuneo. Oltre a essere un'opera di rara perizia tecnica, il "treno delle meraviglie" percorre una delle valli più suggestive, selvagge e ricche di storia dell'intero arco alpino: la Val Roia, solcata dall'omonimo fiume, che per millenni ha rappresentato lo sbocco naturale tra il Piemonte e il mare. In questo ambiente ricchissimo di biodiversità l'uomo ha da sempre abitato e viaggiato, come dimostrano le quasi 40.000 incisioni rupestri del Monte Bego e le testimonianze che si possono oggi ammirare nel Museo delle Meraviglie di Tenda.

E-rally a Bled
La Perla slovena di Bled, con la sua pittoresca isoletta in mezzo al lago, la piccola chiesa e il castello medievale che domina dall'imponente sperone di roccia, offre uno dei paesaggi più belli e spettacolari delle Alpi. Questo gioiello turistico conosciuto in tutto il mondo, porta d'accesso al Parco Nazionale Triglav, ospiterà dal 31 marzo al 2 aprile 2016 un evento che celebra la mobilità sostenibile mettendo in competizione automobili elettriche e ibride in un E-Rally tra Austria e Slovenia. La manifestazione, organizzata nel rispetto dei requisiti FIA Alternative Energies Cup, ha il duplice scopo di sensibilizzare il pubblico verso l'utilizzo di motori alternativi e a basso impatto ambientale e di far conoscere la bellezza dei territori attraversati dal tracciato di gara. Sono previste diverse categorie di gara (AM - dilettanti e PRO - professionisti) e percorsi. L'iscrizione prevede la possibilità di pernottamento a Bled a prezzi vantaggiosi.

Ufficio Stampa Alpine Pearls Italia: OfficineKairos.it

mercoledì 9 marzo 2016

A Chamois - La Magdeleine la Winter Run Cup e la Ciaspolcup

Per tutti gli amanti della corsa su neve battuta, la località valdostana di Chamois-La Magdeleine ospita sabato 12 marzo insieme alla tappa dell'ormai tradizionale Ciaspolcup 8° Campionato Valdostano Amatoriale, anche una tappa del 2° Circuito WINTER RUN CUP (con scarpette). In palio il 5° Trofeo Les Quatro Veladzo de Tzamué. Aperti a tutti, i percorsi si snodano tra paesaggi stupendi, attraversando alcune frazioni del territorio. La tappa della Ciaspolcup percorrerà un anello di 5 km, mentre quella dalla Winter Run Cup un anello di 9 km.
Al termine tempo a disposione per il pranzo presso ristoranti convenzionati per i partecipanti.

Chamois-La Magdeleine, località appartenente al circuito internazionale Alpine Pearls, è l’unico comune italiano non raggiungibile dalle automobili, ma esclusivamente con mezzi ecocompatibili, cioè a piedi, con la funivia o con la bicicletta. Particolarmente attraente è il percorso che collega Chamois a La Magdeleine, con viste mozzafiato sul Cervino e sui paesaggi della Valtournanche. Il percorso, percorribile a piedi, in bici o con le bici elettriche, è anche un sentiero tematico (Energieingioco) per approfondire in modo divertente la conoscenza delle energie rinnovabili.

(Ufficio Stampa Alpine Pearls Italia: Officinekairos.it)

Info: 333 1885055 - www.csainvalledaosta.it

Bella ciao






C'era una canzone. Magari i più giovani non la conoscono. Si chiamava Bella ciao ed era particolare. Ricordava la guerra a chi la cantava e a chi la ascoltava. Pare sia stata scritta da anonimi partigiani durante la Resistenza contro l'occupazione fascista e nazista. C'è una strofa, in modo particolare che colpisce l'immaginario collettivo per la sua forza evocativa. Dice così: “una mattina mi son svegliato e ho trovato l'invasor”. Ciò che probabilmente vuole significare è che quando il popolo italiano si è reso conto di quello che stava succedendo in Europa ed ha provato a reagire ha scoperto di avere il nemico già in casa. Vi ho parlato di questa canzone perché trovo contraddittoria la reazione di Piazza dei miei connazionali pro e contro le unioni civili, i matrimoni e le adozioni da parte di coppie omosessuali e assurdo e assordante il silenzio che accompagna la guerra che si sta preparando in Libia (ufficialmente per combattere Daesh) con il comando affidato dagli alleati proprio al nostro Paese. Che male hanno fatto gli omosessuali per scatenare una nuova Resistenza così trascinante da far dimenticare ad ogni italiano due articoli della sua Costituzione? Mi sto riferendo all'art. 11 che sancisce il ripudio della guerra e l'articolo 3 che stabilisce l'uguaglianza di fronte alla Legge. Perché non si prova alcun impulso a ribellarsi ad una guerra? Perché la morte di qualcuno per causa nostra è più tollerabile dell'amore che una coppia di esseri umani di pari genere può dare ad un bambino? Come siamo distanti intellettualmente dalla rivoluzione del '68 in cui si urlava a pieni polmoni “facciamo l'amore e non la guerra”, in cui si mettevano dei fiori sulla bocca dei cannoni. Oggi, discutiamo l'amore ma non rinneghiamo la guerra. Che triste epilogo. Basta un barile di petrolio e siamo disposti ad ammazzare e ad ammazzarci, a ripudiare tutto ciò che siamo e in cui crediamo. A ripensarci, capisco perché i nostri giovani non conoscono Bella ciao. E' una canzone che non è al passo con i tempi. Non parla di petrolio (il metro di comparazione per misurare i nostri Valori) e racconta una storia d'amore oppressa dalla Guerra. E' proprio quell'amore a non esser più al passo coi tempi...
Pier Giorgio Tomatis