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Nel cuore di una tempesta, è così che ritroviamo Emanuele Fasano, uscito allo scoperto dopo un lungo periodo di silenzio musicale, con il nuovo singolo in arrivo venerdì 14 Gennaio, dal titolo “Note In Tempesta” e che precede l’omonimo album in uscita in primavera. Protagonista assoluto è il pianoforte, lo strumento principe della musica di Fasano.
A 5 anni dall'uscita del suo primo album “La Mia Ragazza E’ Il Piano”, il milanese classe ’94 torna a ciò che più lo contraddistingue, il suo solo piano pop che lo ha portato a esibirsi, tra gli altri, anche all'Ariston in occasione della finale di Sanremo 2017. Fasano è il “pianista della stazione”. Come dimenticare quel video che riprende Emanuele mentre suona un pianoforte in stazione Centrale a Milano, nell'attesa di un treno? Girato da un passante con un cellulare, quel video fece più di 6 milioni di visualizzazioni in pochissime settimane e portò Fasano alla ribalta. Invece oggi Emanuele sembra ora più una versione moderna del pianista sull'oceano, o almeno così lo ritrae la copertina, in attesa di di vedere il video, in uscita il 14 Gennaio, girato in mezzo al mare di Alassio, cittadina della riviera Ligure, e per il quale è stata realizzata una versione speciale del brano.
Infatti, la novità è che il brano “Note In Tempesta” uscirà su Spotify e su tutte le principali piattaforme musicali nella tradizionale veste solo piano, ma nel video sarà fiancheggiato da un arrangiamento orchestrale (a cura di Fasano e Marco Iardella, che è anche produttore del brano insieme a Gianfranco Fasano) cucito appositamente sul montaggio del videoclip. Un esperimento nuovo alle orecchie dei suoi ascoltatori, ma non a Emanuele, che negli ultimi anni ha dedicato molto tempo alla vita in studio partecipando e sviluppando progetti di natura tutta diversa tra loro, come pianista ma soprattutto come arrangiatore e producer.
“Note In Tempesta” è un brano dai toni drammatici con un sapore un po’ cinematografico - la versione orchestrale non fa altro che enfatizzarlo - e che di certo non lascia indifferenti. Ma soprattutto, questa nuova uscita conferma le doti di pianista di Emanuele, rilasciando un’immagine forte e distintiva di questo artista, coraggioso portabandiera di uno strumento con il quale è capace di travolgere le barriere emotive anche di chi all'apparenza si confessa musicalmente lontano dal suo genere. Il brano, fin dalle prime battute prende forma in una composizione dalla forza impetuosa, in un crescendo vigoroso che unisce le note una con l'altra, come una catena sonora che simboleggia le difficoltà e gli alti e bassi della vita di ognuno di noi. I momenti di respiro e sono pochissimi e brevi, la traccia è da vivere in apnea fino all'ultima nota. Non è ancora stata annunciata la data ufficiale di uscita dell'album, ma è in fase di sviluppo un tour per il 2022 che, normative permettendo, dovrebbe iniziare in primavera, e che verosimilmente fungerà da showcase per il disco che sarà.
Note In Tempesta Scritto e interpretato da Emanuele Fasano Prodotto da Gianfranco Fasano e Marco Iardella Arrangiamento orchestrale a cura di Marco Iardella e Emanuele Fasano Registrato da Marco Iardella - Ars Nova Studios Mix & mastering a cura di Claudio Giussani - Energy Mastering Edizioni: Sugarmusic / Quellicomenoi Etichetta: GM Music
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in radio il nuovo singolo estratto dall’album Go hard or go home
Go hard or go home è il secondo disco dei Lizi and the Kids, è un album che raccoglie otto tracce puramente punk rock, con influenze che partono dagli anni 90 fino al punk primi anni 2000. Rispetto al precedente lavoro "Life's too short for guitar solos" Il sound è molto più pulito, piacevole ma sempre vicino ad un punk rock rispettabile. La tematica principale dell'album è il grande dissenso a chi sceglie di fare una vita sedentaria, un inno alla frenesia e un solido invito ad abbandonare la comfort zone. Già dalle prime tre tracce si percepisce l'insofferenza della band, costretta ad esprimersi all'intero di una piccola città che quello che offre non è mai abbastanza. I brani di punta del disco sono l'omonima "Go hard or go home", la cover di Machine Gun Kelly "Bloody Valentine" in featuring con Andrea Rock degli Andead e Virgin Radio, il singolo "You don't need anyone" e "Loser (feat. Viboras). Registrato alla Take Five Music Academy di Città di Castello (Perugia), Mixato da Michele Fiorucci, Master di Giovanni Nebbia, Foto di Ilaria Monetari, Artwork di Giacomo Traini.
L’unico obbiettivo dei Lizi and The Kids è quello di trasmettere l’energia del punk rock, sul palco e in studio. Sono un mix di capelli disordinati, vans, pantaloni neri e voglia di saltare e divertirsi. Le radici nascono negli anni 70 passando per i 90 rimescolandosi con la lezione dei primi 2000 , non dimenticano il passato ma vivono nel presente. Punk melodico,Power chords, Les Paul Junior e ritornelli che entrano nel cervello sono il loro marchio di fabbrica. Il primo EP uscito a dicembre 2018, "Life's too short for guitar solos", gli ha permesso di intraprendere un grande numero di date live impensabile per una band di giovane età con il primo disco auto prodotto. Nel 2020 pubblicano il singolo cover di Machine Gun Kelly “Bloody Valentine” insieme ad Andrea Rock, uno dei maggiori rappresentanti del punk in Italia e speaker di Virgin Radio. Nel 2021 la band è tornata con due singoli “Go Hard or Go Home” e “Loser” in feat. con i Viboras che precedono l’uscita del nuovo album omonimo “Go Hard or Go Home” disponibile a dicembre 2021. Grazie all’instancabile attività live e all‘intraprendenza di Lizi il 2021 è stato un anno di grosse soddisfazioni per la band avendo avuto l’opportunità di essere invitata a suonare al Bay Fest 2021 di Rimini, il maggiore evento punk mainstream italiano. Questo è solo l’inizio,Lizi si trova ora a Los Angeles a registrare il terzo disco, negli studi di Sherman Oaks con il famoso produttore ex chitarrista dei Guns ’n’ Roses, Gilby Clarke che ha apprezzato il lavoro della band è si è unito a loro per costatare la crescita della band e produrre un nuovo disco, con nuove collaborazioni con ospiti internazionali, pronto per il 2022.
Un manifesto esistenzialista che ha nella voce la sua identità principale
Release album 7 gennaio
Il primo EP di Melina è un manifesto esistenzialista. La cantautrice si descrive nella maniera più sincera possibile attraverso il suo principale mezzo di comunicazione: la musica. Ne risulta un dialogo con se stessa, con la società che la circonda, con l'astrazione del tempo.
Composto ed arrangiato interamente dalla stessa cantautrice, l’EP contiene quattro brani in italiano, ognuno con un proprio mondo sonoro, caratterizzati da un linguaggio sintetico e profondo. In questo piccolo viaggio esistenziale tra i ritmi latin jazz di “Come hai detto?”, i cori di influenze nordiche di “Non sapermi bastare”, lo scat di “Tempo” e i colori di “Essere semplice”, la voce è sicuramente l'elemento caratterizzante. La sovraincisione delle voci crea, infatti, atmosfere insolite ed affascinanti, a volte buffe, in un costante effetto sorpresa. Nonostante le sonorità insolite, il tutto riesce a muoversi all'interno della leggerezza delle armonie di una canzone pop italiana.
Inoltre, Melina stessa ha realizzato la copertina del disco a mano, facendo un collage con pezzi di giornale tra cui pezzi di quadri di Hilma af Klint.
«Vivo e alimento la mia musicalità tramite l'improvvisazione, che svolge un ruolo fondamentale nella creazione dei miei brani. Per molto tempo ho vissuto nella mia testa, tra i miei sogni visionari, immaginando un giorno in cui avrei avuto i mezzi per comunicare e condividere attraverso la musica. Da questo il titolo dell'EP “Esiste!”, perchè, “Melina” esiste davvero e non è più solo una visione solitaria. Ho scelto di seguire la voce e di trovare un posto nel mondo che fosse adatto a me: da quando ho fatto questa scelta non ho mai smesso di sentirmi nel posto giusto al momento giusto. Questo EP è il primo piccolo passo concreto verso la realizzazione del desiderio di condividere le mie idee con altri musicisti, qualcosa che mi permette di esistere, a modo mio». Melina
TRACK BY TRACK
Come hai detto?
Canzone dai ritmi latin jazz, è un autoritratto autoironico caratterizzato dalla presenza di molti effetti sorpresa, a sottolineare il bizzarro scontro tra chi racconta e la realtà. Un Inno all'inadeguatezza, all'incomunicabilità ed ai sogni ad occhi aperti. Racconta il disagio di chi vive di una leggerezza non superficiale, di un modo di ascoltare non basato sulle parole ma su ciò che tra le righe e di pancia le situazioni e le persone trasmettono. (Diana Paiva Cruz alla batteria, Sergio Mariotti al basso, Giovanni Ghizzani al pianoforte, Federico Privitera alla tromba, Joele Gerardi al trombone e Matteo Valentini al sax contralto)
Non sapermi bastare
In un'atmosfera eterea e sospesa, su un coro leggero e sognante trasportato dal vento, parole che andrebbero urlate vengono sussurrate. Ritratto intimo dello smarrimento e dell'insicurezza, nel finale si apre al cielo in una danza di voci catartica e malinconica per poi dissolversi tornando al punto di partenza. Una nenia da cantare dolcemente a se stessi quando ci si sente privi di direzione, nella vastità di un mondo in cui è molto semplice farsi del male e non sapersi bastare. Brano solista, composto da voci sovraincise e da effetti di tastiera sovrapposti, suonati dalla stessa cantautrice.
Tempo
Una piccola parentesi colorata, il ticchettio frenetico di un orologio vocale. Brano più recente e breve dei quattro, composto da un loop di sole voci, racconta la sensazione del tempo che stringe, l'ansia di essere, di fare e di creare. Un modo per esorcizzare la pesantezza del tempo perso, il dolore delle mani scorticate dal troppo aspettare.
Essere semplice
Un brano che attraversa molte atmosfere: dal riverbero del ticchettio di un orologio in una stanza vuota fino al canto libero e fiero di un sassofono. Dal punto di vista dell'arrangiamento è il brano più sperimentale dell'EP, pieno di voci sovraincise particolari che spaziano tra dolci melodie, bizzarre risatine compiaciute, fischietti, soffi e scricchiolii. Il ritornello è un mantra da cantare quando si è sopraffatti dall'ideale di perfezione che spesso ci imponiamo: “essere semplice, essere reale, non c'è niente più da desiderare”. La società e la nostra natura ci portano ad idealizzare noi stessi, ad avere obiettivi irrealistici che ci fanno solo soffrire. Trovare la propria natura sincera è qualcosa che richiede molta energia perché ci porta a fare i conti con tutti gli strati di ego che indossiamo ogni giorno. La semplicità infatti è una cosa molto complessa a differenza di ciò che si potrebbe pensare. Questo brano invita ad andare oltre la voglia di apparire, oltre il giudizio con cui limitiamo il nostro essere, a ricordarci che siamo “unici ed animali”, quindi imperfetti e liberi, semplici e reali. (Con Diana Paiva Cruz alla batteria, Sergio Mariotti al basso e Giovanni Longo al sax contralto)
Registrato allo studio Spectrum da Roberto Passuti, Mixato e Masterizzato da Filippo Bubbico (Soundvillage Studio Records)
Carmen Lina Ferrante alias Melina, nasce nel 1996 a Canosa di Puglia (BT) e vive e studia a Bologna dal 2016. Durante la sua vita si è dedicata a tutte le arti: ha studiato Tip Tap per 3 anni, danza classica e contemporanea per 15 anni, ha partecipato come attrice in vari spettacoli del collettivo teatrale della sua città e disegna. Il filo conduttore della sua vita però è sempre stata la musica, respirata in famiglia grazie ai suoi genitori.
Cresciuta tra le note dei cantautori italiani e della musica popolare salentina, si è avvicinata allo studio della musica ad 11 anni, prima con il direttore d'orchestra Salvatore Sica, poi con il pianista jazz Pietro Lomuscio e la cantante Floriana Casiero.
Dopo aver studiato canto moderno, ha scelto di dedicarsi all’improvvisazione vocale con Gianna Montecalvo per poi accedere al conservatorio G.B. Martini di Bologna, dove, con la docente Diana Torto, ha conseguito il Diploma Accademico di I Livello in Canto jazz con lode e menzione d'onore. Parallelamente agli studi accademici ha seguito un percorso individuale di tecnica vocale ma soprattutto di profonda crescita artistica con Albert Hera, specializzato in circlesinging e one man band, con il quale dal 2019 fa parte del gruppo vocale “Real Circle Project”. Con quest’ultimo ha cantato al Moncalieri jazz festival 2019, ha partecipato al convegno "La voce artistica" di Ravenna per la presentazione del microfono a sei dimensioni della Sound6d ed ha preso parte all’opera "Beatrice", composta e diretta da Roger Treece (arrangiatore di Bobby McFerrin candidato a 3 Grammy Awards) con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Rita Marcotulli, Pino Insegno e Alessia Navarro.
Durante gli anni ha suonato in duo, trio, quartetto, big band jazz ed orchestra classica, con band pop, soul e funky, per svariati eventi, locali e associazioni, tra cui Binario 69, Guasto Village, Cantina Bentivoglio Bologna jazz festival, Moncalieri jazz festival, Italian Swiss jazz Festival, Bologna Festival, Iuc Concerti alla Sapienza e Ferrara Musica.
Nel 2021 ha partecipato al concorso nazionale Chicco Bettinardi per nuovi talenti del jazz italiano vincendo il primo premio della sezione cantanti. Sempre nel 2021 ha registrato il suo primo EP di inediti “Esiste!” dando il via al suo progetto solista “Melina”: influenzata dal pop jazz italiano e da artisti come Agnes Obel, Barbatuques e Tune Yards, ricerca una sonorità che sappia esprimere in modo essenziale, originale e profondo la sua introspettività giocosa e colorata.
I due rapper e la loro crew Vero X Vero escono con un nuovo brano dal sound più morbido, con lo sguardo nostalgico e speranzoso rivolto all’amore autentico
In radio dal 7 gennaio
In questo pezzo è l’amore che prevale per tutta la durata della traccia, sembra quasi voler ammorbidire la parte strumentale più rock. Il ritornello si va ad insinuare nella testa dell’ascoltatore proprio secondo l’intento dei due rapper. Le chitarre distorte e la batteria rock dialogano con la struttura e i suoni trap. Ci sono dettagli più pop che mitigano l’unione dei due generi: pianoforti, mellotron, suoni più morbidi.
La caramella gommosa qui ha due lati della stessa medaglia: può essere data in regalo per dimostrare il proprio amore verso un’altra persona, ma può essere anche un sinonimo di mancanza se la si assume come una pastiglia contro la solitudine. “Caramelle Gommose” vuole creare in chi l’ascolta una sorta di ritorno all’amore, quello autentico, giovane e incontaminato.
Il brano è il secondo estratto dal disco d’esordio dei due rapper “Cronico”: nell’album rimarcano la cronicità, presente nell’uomo ed in loro stessi, nella ricerca disperata “dell’Essere”, del bisogno di contatto con l’infinito e di risposte che non si possono avere se non dall’Universo; come ad esempio il ruolo che abbiamo al suo interno, il legame che ci lega ad esso ed al tempo, chi siamo davvero, il controllo che abbiamo sul nostro destino e sulle nostre emozioni e ciò che invece è già stabilito ed incontestabile.
Il disco è frutto di “Vero x Vero”, il progetto ideato da Santo e Stone che nasce durante il primo lockdown, dall’idea di Santo di creare un team con cui intraprendere un percorso artistico ed imprenditoriale, includendo i suoi amici più fidati.
Stone, in origine produttore e musicista, proprio grazie a questo progetto ha dato inizio alla sua carriera da cantautore.
Davide Sanfratello, in arte Santo, classe '98 di Torino. Fin dalle scuole superiori inizia a scrivere e registrare brani influenzato dalle correnti underground rap dell'epoca, tutto questo sotto il nome di Sanguefreddo. Comincia di conseguenza a frequentare il panorama musicale partecipando a contest torinesi insieme ad altri artisti emergenti sfidandosi in Battle Freestyle di svariati generi.
È proprio nell'ambito musicale che conosce Blow, ai tempi era questo il nome d'arte di Federico Dipasquale, giovane produttore, con cui inizia a frequentarsi, inizialmente con un rapporto b2b strofa-strumentale.
L'amicizia cresce sempre di più e Santo nota nel produrre una buona dote nella scrittura dei testi, da qui la proposta di un primo feat.
Proprio all'inizio della pandemia di Covid, i due fanno uscire il primo singolo da indipendenti, intitolato "Eleganza Italiana", sempre nello stesso anno seguiranno altre uscite come "Vivere al Limite", "Tra le mani" e "Ti penso".
Già dai primi testi si nota il feeling tra i due, che passo dopo passo, prendono sempre più confidenza con penna e microfono, così finiscono per realizzare il loro primo joint album, intitolato "CRONICO".
BIO STONE
Federico Dipasquale, questo è il nome d'arte di Stone, classe ‘97, grazie al padre impara a suonare la batteria fin da piccolo, per poi avvicinarsi alla musica elettronica. Da qui inizierà a suonare in alcuni locali torinesi e a frequentare l'AID (Accademia Italiana Dj's) dove otterrà un attestato nella sottocategoria di Mix & Mastering.
Comincia così la sua carriera da produttore, che varia dalla Tech-House, all'Hip Hop.
È proprio grazie a quest'ultimo genere che l'artista conosce Sanguefreddo (attualmente Santo). I due da subito si trovano in perfetta sincronia, sia personale che artistica, iniziando a collaborare. Vedendo Santo al microfono, Stone prova a dilettarsi nella scrittura dei testi, ed è proprio il primo a fargli notare di avere una buona capacità nella metrica.
Così, dalle loro prime collaborazioni, arrivano a registrare negli studi di Massive Arts Studio di Milano, frequentati da molteplici artisti affermati nella scena musicale italiana, per collaborare al loro primissimo joint album, "CRONICO".
Un nuovo lavoro in cui Monica P si mette musicalmente a nudo, recuperando la centralità di voce e scrittura
Artwork Ziegler&Ziegler
In radio dal 7 gennaio
Una storia d’amore, uno spazio alieno, magico e sospeso, un’atmosfera rilassata e sensuale, dove protagonista è un’intimità non curante di quello che c’è fuori.
È questa la chiave di lettura del nuovo singolo di Monica P “Senza di noi”, in cui la cantautrice lascia immaginare una stanza al di fuori del rumore del mondo, tenuto volutamente lontano. Così come voluta è stata la scelta sonora e di arrangiamento del brano, scarno ed essenziale, con la voce di Monica P che diventa protagonista della canzone.
«I vetri tremano» e forse «la casa crollerà», ma gli amanti non se ne curano, perché riescono ad abbandonarsi completamente, estraniandosi da tutto quanto il resto, vivendo appieno la bellezza e la magia della loro storia. Con questa immagine l’amore e la coppia tornano l’unico centro possibile, capaci solo insieme di affrontare ciò che è altro da loro.
«Questo brano è una sorta di riassunto del percorso narrato nell’Ep, un lavoro che è nato come atto sia di liberazione che di riscoperta, in cui il racconto dell’essenzialità dei rapporti umani è coinciso con una scelta stilistica “minimale”, liberata da orpelli e armonizzazioni per raggiungere un’istintiva purezza di suoni» Monica P
Monica P è una cantautrice torinese versatile, che intreccia con naturalezza la scuola del pop d’essai nazionale al portamento cosmopolita maturato tra viaggi, ascolti e frequentazioni artistiche di matrice anglosassone. La sua vocazione artigianale l’ha portata a contatto diretto con molti strumenti, rendendola indipendente nella composizione dei brani e nella messa a fuoco della forma canzone.
Ha iniziato a esprimersi pubblicamente in prima persona nel 2010 con l’album “A volte capita”. E capitò sul serio che la critica si accorgesse di lei e che il MEI la premiasse e la coinvolgesse nei suoi progetti su scala nazionale.
Nel 2011 "Libera", brano estratto da “A volte capita”, viene inserito nella compilation "Female do it better", con nomi importanti del cantautorato italiano e internazionale. Nello stesso anno ha vinto il Premio MEI Super Sound al Radio Flyweb Festival.
Nel 2012 il MEI ha scelto ancora una volta il brano “Libera” per "L'onda rosa indipendente", che dà voce alle migliori figure femminili emergenti in Italia. La sua versione di “Carry me” è stata inserita nella compilation “Il rock è femmina” di Pirames International.
Il secondo capitolo discografico è stato “Tutto brucia”, un salto di qualità certificato anche dalle collaborazioni eccellenti con colleghi di prestigio quali i Sacri Cuori, JD Foster (Cassandra Wilson, Pan del Diavolo), Giovanni Ferrario (PJ Harvey, Morgan), Vicki Brown (Calexico, Hugo Race & Fatalist) e dal duetto con l'australiano Hugo Race (Fatalists, The True Spirit, Nick Cave and the Bad Seeds), che per la prima volta ha cantato in Italiano nel suo brano "Come un cane".
Nel 2017 è uscito il terzo album, “Rosso che non vedi”, in rotta di collisione con i cliché dell’ambiente indipendente italiano e moltiplicazione, più che sintesi, di suoni e vena lirica messi in mostra nei due dischi precedenti. Ricerca personale e denuncia sociale, dimensione onirica e malinconia blues si avvicendano in un viaggio che dal vivo rapisce lo spettatore e lo porta nel mondo di Monica P, magnetica quanto essenziale e senza fronzoli nel rendere universali le emozioni individuali.
Nel corso di questi anni, Monica P ha suonato con i suoi musicisti in tutta Italia, aprendo anche concerti a Hugo Race, Nada, Tricarico, Paola Turci.
Nel 2018 ha vinto il Premio Nuovo IMAIE al Premio Bertoli 2018.
"Indivenire Tour” è la tournée estiva che, nel corso di giugno e luglio 2019, ha visto impegnata Monica P in tutta Italia con il suo trio.
Selezionata dal Club Tenco, si è esibita alla prima serata de Il Tenco Ascolta 2021 che ha visto la partecipazione speciale di Cristiano Godano.
“Il Mio Dio Non C’è “, è un brano composto in un periodo di smarrimento, nel quale era difficile trovare punti di riferimento. Molte persone , quando riescono, si “aggrappano” ad un Dio nei momenti di difficoltà, Luca invece non riusciva a trovarne uno a cui affidarsi. Un arrangiamento molto essenziale e personale che ci riporta ad un sound di altri tempi in cui chitarra acustica , basso e batteria incorporano un testo dal messaggio diretto . Dice Luca : ”Mi sentivo spaesato. Da qui il titolo Il Mio Dio Non C’è “.
Luca Amoroso nasce a Roma nel 1997. A soli otto anni inizia a suonare la chitarra, dopo aver imparato gli accordi principali da suo padre. Da quel giorno ha sempre trovato rifugio nella musica, componendo brani originali con accordi peculiari e testi poetici. Inizia a suonare live a nove anni appena compiuti. Passava le giornate a comporre testi e musica e ad inciderli con un piccolo registratore a cassetta. Nel corso degli anni ha imparato a suonare anche la batteria, il pianoforte, il basso e qualsiasi cosa emettesse un suono. La musica è la sua ragione di vita . È lo strumento con il quale cerco di curare le mie ferite e a provare a sanare anche quelle degli altri.
Anche in radio il singolo del giovanissimo Mattia Calogero int arte Kaloxs
“Sembra una storia vera, e un’autostrada sembra una balera Ti diranno sempre che non sei nessuno, ma tu sorridi con la faccia seria, poi Chi cerca il lieto fine, è in una strada che è piena di mine Parli male allora parli e male dici, ma per parlar devi saper mentire”
Questo è il ritornello di Morale è l'ultima pubblicazione del giovanissimo e talentuoso cantautore lucano Kaloxs, fuori dal 25 novembre 2021 per l'etichetta indipendente Epicentro Dischi. In questo brano l'artista diciassettenne racconta i limiti e le costrizioni che tutti noi ci auto imponiamo spaventati e intimoriti dalle opinioni altrui. Ci racconta che in fine è importante che ognuno di noi trovi la propria personale morale all'interno di una storia, evitando di essere influenzati negativamente dall’estero.
Mattia Calogero in arte Kaloxs è un giovanissimo cantautore lucano classe 2004. A soli 8 anni incomincia a suonare la chitarra e a scrivere le sue primissime canzoni. L'esordio musicale avviene nel febbraio 2021 con la pubblicazione del suo primo singolo "Costole" e a distanza di qualche mese pubblicherà il suo secondo brano "Dicono". Nell'estate 2021 partecipa a vari concorsi musicali suonando i suoi inediti dal vivo accompagnato dalla Kaloxs band. A novembre dello stesso anno firma per l'etichetta discografica indipendente Epicentro Dischi con cui pubblica il suo ultimo singolo "Morale". https://www.instagram.com/mattiakaloxs/ https://open.spotify.com/artist/50A5Zuva0s41d68bc5hkSQ https://www.youtube.com/channel/UCrw1dLCL6Ww1wpx6eh13f1Q