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Un incoraggiamento alla presa di coscienza sull'attuale situazione globale, un grido di dolore e ricerca di giustizia.
Sulle piattaforme digitali dal 31 dicembre
I Synesis scelgono l’ultimo giorno dell’anno per pubblicare il loro primo singolo “What The Hell Is This World”, un invito alla presa di coscienza dentro una situazione contemporanea complessa, che grida il proprio dolore e la volontà di giustizia.
Il brano vuole ispirare chi ascolta a una riflessione, attraverso la cruda e realistica, descrizione delle criticità della società attuale, incoraggiando la difesa di un’autentica libertà a cui tutti possono aspirare.
A caratterizzarlo toni forti e suoni d’impatto, che vogliono trasmettere la forza della giustizia, morbida poesia di una chitarra che vibra, narra, svela, emoziona. I Synesis sono Aken Ankil, chitarrista e compositore e Matthew mcCastles, cantante.
I "Synesis", termine greco dai molteplici significati, tra i quali "comprendere per discernere", affermano che questo brano é solo il primo di una lunga serie di singoli rappresentativi del loro progetto: la ricerca della verità ed il miglioramento della civiltà umana e della sua casa natale, il pianeta Terra.
Aken Ankil e Matthew mcCastles, chitarrista e cantante, si conoscono fin da bambini e dall’età adolescenziale fino alla maggiore età, tra il 2012 e il 2019, hanno seguito in maniera autonoma la loro carriera musicale ricca di soddisfazioni e divertimento, vincendo concorsi e premi locali con la loro precedente rock cover band.
Nel 2019, Aken decide di lasciare tutto e dopo due anni di ritiro, sacrificio e lavoro sulla propria musica, nel 2021propone a Matthew mcCastles l’idea di un nuovo progetto che coinvolga esclusivamente la loro personale arte.
Avendo a cuore la propria riservatezza, i due artisti al momento decidono di non rivelare altro riguardo la loro vita privata, ma invitano i loro ascoltatori a seguire il loro percorso avendo modo così di poterli conoscere meglio tramite le loro creazioni.
Perfetta sintesi di immagini che accompagnano musica e testo. E’ questo il risultato del videoclip del nuovo singolo “La maschera” di Ami, giovane cantante romana, che ha pubblicato il brano lo scorso 26 Novembre. Girato dallo staff dell’agenzia Savana Movies il video è l'ultimo tassello di questo progetto che sta molto a cuore all'artista, realizzato grazie alla collaborazione con il maestro Mario Zannini Quirini (Lead Records) e l’autrice Paola Angeli. Le riprese visive e la direzione artistica dello short – movie hanno saputo interpretare perfettamente le emozioni e le sfumature del messaggio di Ami, scaturite da ogni parola del testo in italiano, accompagnato dall’intensità della voce.
Un'interpretazione che riesce a far da spalla anche alla base musicale formata da un sound elettro - pop, dal richiamo internazionale, accompagnato da un arrangiamento con archi e bassi che strizza l'occhio al sound di artiste del calibro di Bjork e Billie Elish, molto amate dalla cantante. “La maschera” descrive il passaggio tra un momento di debolezza e l'arrivo di quel tipo di amore che sa guardare oltre e accetta la persona semplicemente per quella che è.
La vita può farci indossare metaforicamente un volto di facciata, una maschera silenziosa che nasconde i momenti di fragilità, di debolezza, quando non si è accettati del tutto. Si finisce così per indossarla sempre, giorno dopo giorno, senza che nessuno si accorga di niente. Nell’indifferenza generale si può però giungere alla libertà da questa sorta di gabbia, grazie al percorso emotivo dato da un incontro speciale, da un “vero amore” che scioglie ogni riserva e ogni dubbio e ci fa abbandonare definitivamente quella brutta sensazione di dover apparire diverse per essere accettate. E dunque la maschera crolla, lasciando spazio solo alla vera personalità, quella autentica che ci fa essere “unici” individui in tutto e per tutto.
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Il noto rapper Shark Emcee torna con Accussì mò il primo singolo estratto dal nuovo disco dell’artista
Shark Emcee, pioniere del Rap made in Sannio (Benevento), si prepara dopo anni di gavetta a pubblicare il suo primo disco ufficiale come solista. Dopo anni in varie crew e dopo numerosi riconoscimenti in freestyle (guadagna il titolo di campione nazionale al prestigioso contest “Microphone masta”) e aver condiviso i palchi con artisti di rilievo come Clementino, Rocco Hunt, Ghemon, Lucariello, Mama Marjas, Daniele Sepe, Shark Emcee annuncia il suo disco ufficiale pubblicando il singolo Accussì mò. Il brano, realizzato da uno fra i giovani produttori più in vista nella scena campana, Nathys, e disponibile su tutti gli store digitali per l'etichetta Dischi Rurali e distribuito da Artist First.
Il singolo che è stato presentato in conferenza stampa a Novembre al Palazzo Paolo V di Benevento, è stato composto durante il lockdown e parla di una storia d'amore finita e al tempo stesso non conclusa a causa dei social network, che rendono difficile un distacco totale. Amore, storytelling e critica sociale si intersecano a sonorità rap “old school” e “new school” ottenendo un risultato orecchiabile e in linea con la matrice originale dell'Hip Hop. Il singolo è un ottimo biglietto da visita per presentare lo stile e l'attitudine di Shark Emcee. Ora anche nelle radio italiane, è solo un assaggio di quello che sarà il disco ufficiale.
Shark Emcee è il pioniere del Rap made in Sannio. Coinvolgente, ironico, in perfetto equilibrio tra tradizione e rinnovamento, lo stile compositivo di Shark Emcee è essenziale ma contemporaneamente ricco di eccitanti sfumature.
È online il videoclip del nuovo singolo di Kroce “Pagliaccio”, l’inedito del giovane cantante di La Spezia pubblicato lo scorso 19 Novembre. Il testo del brano pone una riflessione sul come provare a fermarci un attimo prima, quando si ha in mente di esprimere un facile giudizio o di parlare per sentito dire di un'altra persona, perdendo cosa c'è di vero nelle storie altrui. Una sorta di “viaggio dietro la maschera”, uno sfogo di momenti di vita personali celati tra metafore ed immagini iconiche, con lo scopo di far immergere lo spettatore in un percorso che vuole creare empatia e far riflettere.
Girato, diretto e montato da professionisti del settore del cinema, quali Giulio Neglia alla regia, Francesco Giorgi alla fotografia e Valeriano Spirito al montaggio, il videoclip può essere considerato come un “video d’autore”. Le ambientazioni sono volutamente senza punti di riferimento e località ben definite proprio per creare un senso di intimità ed estraniazione da qualunque contesto, tale da rappresentare al meglio l'immagine di colui che non si è mai sentito di appartenere ad un posto in particolare, ma che si è sempre dovuto appoggiare solo a se stesso e alle sue consapevolezze nella ricerca di un posto nel mondo. Protagonista del video è l'artista stesso affiancato dall'attrice Marzia Meddi, che con la sua strepitosa mimica riesce a dare forma alla “maschera” e alla costruzione del pagliaccio, riassumendo il disagio e la costrizione di un ruolo in cui non ci si identifica e che non è stato scelto. E dunque ci si guarda allo specchio vedendo qualcun altro, non ci si riconosce per quello che si è in realtà.
Kroce sta vivendo un momento pieno di creatività e soddisfazioni! In questi giorni è impegnato a Dubai dove è stato invitato per rappresentare i giovani artisti italiani emergenti della sezione canto al “Golden Palm”, concorso organizzato dalla WAPA (World Association of Performing Arts) che si terrà all’interno dell’Expo di Dubai. Sicuramente saprà rappresentare al meglio la nuova frontiera dei giovani musicisti italiani e possiamo tifare e seguire questa sua incredibile esperienza all'estero attraverso i canali social che l'artista terrà sempre aggiornati.
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Chiara Del Giudice in arte Shara, ha appena 17 anni e già una
serie di premi e traguardi raggiunti. Giovanissima e fortemente determinata
questa cantante, originaria della provincia di Caserta, ci presenta il suo
nuovo singolo pubblicato l'8 dicembre dal titolo “Inutile”. Una canzone
fresca, ritmata e pop che parla di una relazione tossica in cui c’è bisogno di
più amore, dove si coglie l'esigenza di doversi spogliare da qualcosa che ci
sta stretto e che non ci lascia libertà. Autrice del testo insieme a Remo Elia,
Filippo Scandroglio e Damiano Zannetti, Shara descrive le
bugie e la mancanza di un vero affetto da parte della persona di cui si era
innamorata, che gioca con lei. Il suo desiderio è continuare a splendere, avere
linfa vitale negli occhi e per questo lo sfida a guardarla senza un vestito
“inutile”, metafora di una libertà ritrovata, di qualcosa che aveva addosso e
vicino e che non le serviva. “......Non ho bisogno di sapere cos'è che
non ti piace di me.....” recita uno dei versi del testo. Questo per
far capire quanto sia importante credere in se stesse, lavorando sul proprio
senso di stima e consapevolezza. Un messaggio importante per le ragazze di
nuova generazione alle prese con amori che spesso si rivelano fittizi.
Chiara frequenta il quarto anno del liceo musicale Galileo Galilei di
Piedimonte Matese ma negli ultimi quattro anni ha cominciato ad esibirsi in
vari concorsi importanti; per due anni di seguito si classifica al primo posto
vincendo anche come migliore interpretazione al Concorso di Montefredane (AV),
primo posto al Mirabella Eclano (AV) e al concorso di Muro
Lucano in Basilicata. Vince una tappa di “Una Voce Per Sanremo”, ed
ancora premio miglior voce al Concorso Postiglione (SA) così
come vince aggiudicandosi il primo posto e il premio miglior cantautrice
al Concorso L’Usignolo D’Oro di Altavilla Silentina (SA) per
due anni consecutivi.
Ancora prima classificata al “Caianello’s Got Talent” e secondo
posto al Concorso “You Are Talent” di Alife (CE), il suo paese
natale. Per ben tre volte partecipa al “Durazzano Summer Festival” ed
arriva in finale in una delle tappe di “Fuoriclasse Talent”.
Inarrestabile Shara partecipa alle audizioni per “Italia’s Got Talent”,
al Concorso televisivo Sing a Tivoli (Roma) ed ultimo al “Concorso
Nazionale Musicale Umberto Giordano” a Foggia che ha visto presidente
di giuria Red Canzian. Si è esibita inoltre alla Fim di
Milano. Ha frequentato alcune masterclass con i maestri Enzo Campagnoli, Silvia
Mezzanotte, Riccardo Russo, Simona Bencini e Mario Rosini. Nel 2020 pubblica il suo primo singolo “Ogni Giorno” e lo scorso
Giugno rilascia il suo secondo brano “Dammi un motivo” entrambi
corredati dai rispettivi videoclip.
Shara ci ha già dimostrato il suo valore ed il suo talento, dimostrando la vera
forza di una giovane donna combattiva e che crede al 100% in quello che
fa.
Storia e cultura popolare si fondono ancora una volta con il linguaggio tipico della community di Feudalesimo e Libertà
In radio dal 10 dicembre
Nonostante siano passati 1200 anni dalla scomparsa di Carlo Magno, l’Imperatore e i suoi insegnamenti permangono nei cuori e nelle orecchie. “Hanno Ucciso Carlo Magno” vuole infatti, rimembrare le gesta degli ultimi giorni del primo sovrano che unì l’Europa sotto un’unica egida, quella del Sacro Romano Impero. Per rendere giustizia al nome di Carlo, i BardoMagno hanno scoperto un antico tomo impolverato su cui un quasi ormai dimenticato musico dal nome di Massimus Spezza Ali, compose una canzone per onorare il vecchio sovrano.
Reinterpretando così quella melodia in chiave folk rock/pop, i BardoMagno vogliono far danzare e brindare le genti all’Imperatore oggi così come allora.
Hanno Ucciso Carlo Magno è stata scritta e composta dalla gorgogliante voce di Valerio Storch (NANOWAR OF Steel), noto Abdul il Bardo e dal ferreo pugno di Feudalesimo e Libertà. Vanta inoltre l’ormai fissa collaborazione del Gran Calippo d’Oriente alias Maurizio Cardullo, al basso/cittern/cornamuse, e di Fra’ Casso da Montalcino ovvero Edoardo Sala, entrambi ex folkstone, alle funamboliche percussioni e ritmiche. Il tutto musicato appositamente per immergersi nella nuova modernità medievale Made in Aquisgrana.
Feudalesimo e Libertà è la community nata su Facebook quasi dieci anni fa e giunta a contare più di 700 mila followers. Nei fatti la più grande community sul Medioevo d’Italia.
Con un taglio sempre ironico la pagina rilegge accadimenti della vita quotidiana in chiave medievale e da questo progetto nel 2019 è nato BardoMagno, la band della community, ma sarebbe il caso di dire «gli istrionici menestrelli de lo Imperatore».
«Che fine ha fatto Carlo Magno? Nessuno tra lo volgo lo sa. V’è chi narra che a farlo fuori sian stati i Sassoni. V’è invece, chi narra sia stato qualche venditore di vin brulè vendocatosi per qualche sgarro».
BardoMagno è il progetto musicale di Feudalesimo e Libertà, una community nata su Facebook nel dicembre 2012 che conta ad oggi più di 700 mila followers, raccogliendo gran parte degli appassionati di storia, videogames e fumetto, può essere considerata la più grande community sul medioevo d’Italia.
“Servendo et seguitando” gli ideali del sistema feudale, BardoMagno è la diretta espressione della voce de “Lo Imperatore” fatta in musica, cosicché “financo lo più analfabeta delli villici possa istruirsi via auricolae allo soave et rassicurante pugno di ferro imperiale".
Ad aprile del 2019 è uscito il loro album di debutto “VOL. I”, in collaborazione con la Black Dingo production che trasla in chiave satirica i più noti brani della tradizione musicale italiana oltre a proprie composizioni. La loro opera prima è un concentrato di musica folk rock dai testi in neo-medievale.
Chi è Feudalesimo e Libertà
La community di Feudalesimo e Libertà nata su Facebook in occasione delle elezioni politiche del 2012. Feudalesimo e Libertà ha fin da subito avuto grande successo per aver introdotto un nuovo modo di fare satira e umorismo sul web: fingersi un finto partito politico che proponeva soluzioni feudali – spesso contradditorie e volutamente enfatizzate - a problematiche odierne. Un grande gioco di ruolo nel quale i “sodali” di FEL vengono quotidianamente coinvolti grazie all’utilizzo dell’ormai tipico linguaggio “neo-volgare”, e all’universo dove i cliché tipici del “Medioevo” vengono valorizzati per evidenziare gli eccessi e le incongruenze politiche o di costume dei nostri tempi.
Feudalesimo e Libertà può vantare un pubblico particolarmente affiatato e affezionato al brand, tanto da consentire di vincere per due anni consecutivi (2016 e 2017) il premio per la Miglior Community e come Miglior Pagina Facebook (2013) ai Macchianera Awards, gli “Oscar della Rete” italiani. Feudalesimo e Libertà è presente anche su Instagram e Twitter, raccogliendo altre decine di migliaia di seguaci.
Fuori dai social, FEL raccoglie una larga platea di affezionati che partecipa alle attività lungo tutto il territorio italiano: dal raduno di FEL a Milano, all’Etna Comics di Catania, passando per Padova, Bologna, Lucca, Napoli e diverse città in cui vengono proposte festival del gioco e del fumetto.
Un inno all'inadeguatezza, all'incomunicabilità ed ai sogni ad occhi aperti
In radio dal 10 dicembre
“Come hai detto?” racconta la voglia di non scendere a compromessi con la superficialità e le chiacchiere. Un autoritratto ironico caratterizzato dalla presenza di molti effetti sorpresa, a sottolineare il bizzarro scontro tra sogno e realtà. Al centro del brano l’idea di non riuscire ad affermarsi, comunicare, restare ancorati al presente. Lontano dal chiacchiericcio e dalla superficialità c'è chi preferisce lasciare la mente libera di vagare, di fantasticare, di visualizzare, di immaginare, di ricordare. Una canzone dedicata a chi, se non ha niente da dire, preferisce andare via piuttosto che cimentarsi in discorsi vuoti. Il tutto raccontato sul delicato equilibrio di un suono che nasce dall’improvvisazione, attinge al jazz con armonie pop e abbraccia ritmi di influenza latin.
«Alcune persone fanno fatica a restare ancorate alla realtà non perchè non vogliano ascoltare, ma perchè sono sovrastate dalle sottotrame emotive del momento, dal loro flusso interiore e da ciò che di pancia l'altro sta trasmettendo. Questo brano è dedicato a tutti quelli che si riconosceranno nelle mie parole. » Melina.
Composto e arrangiato da Carmen Lina Ferrante, registrato allo studio Spectrum di Roberto Passuti, Mixato e Masterizzato da Filippo Bubbico (Soundvillage Studio Records), con Diana Paiva Cruz alla batteria, Sergio Mariotti al basso, Giovanni Ghizzani al pianoforte, Federico Privitera alla tromba, Joele Gerardi al trombone e Matteo Valentini al sax contralto.
Carmen Lina Ferrante alias Melina, nasce nel 1996 a Canosa di Puglia (BT) e vive e studia a Bologna dal 2016. Durante la sua vita si è dedicata a tutte le arti: ha studiato Tip Tap per 3 anni, danza classica e contemporanea per 15 anni, ha partecipato come attrice in vari spettacoli del collettivo teatrale della sua città e disegna. Il filo conduttore della sua vita però è sempre stata la musica, respirata in famiglia grazie ai suoi genitori.
Cresciuta tra le note dei cantautori italiani e della musica popolare salentina, si è avvicinata allo studio della musica ad 11 anni, prima con il direttore d'orchestra Salvatore Sica, poi con il pianista jazz Pietro Lomuscio e la cantante Floriana Casiero.
Dopo aver studiato canto moderno, ha scelto di dedicarsi all’improvvisazione vocale con Gianna Montecalvo per poi accedere al conservatorio G.B. Martini di Bologna, dove, con la docente Diana Torto, ha conseguito il Diploma Accademico di I Livello in Canto jazz. Parallelamente agli studi accademici ha seguito un percorso individuale di tecnica vocale ma soprattutto di profonda crescita artistica con Albert Hera, specializzato in circlesinging e one man band, con il quale dal 2019 fa parte del gruppo vocale “Real Circle Project”. Con quest’ultimo ha cantato al Moncalieri jazz festival 2019, ha partecipato al convegno "La voce artistica" di Ravenna per la presentazione del microfono a sei dimensioni della Sound6d ed ha preso parte all’opera "Beatrice", composta e diretta da Roger Treece (arrangiatore di Bobby McFerrin candidato a 3 Grammy Awards) con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Rita Marcotulli, Pino Insegno e Alessia Navarro.
Durante gli anni ha suonato in duo, trio, quartetto, big band jazz ed orchestra classica, con band pop, soul e funky, per svariati eventi, locali e associazioni, tra cui Binario 69, Guasto Village, Cantina Bentivoglio Bologna jazz festival, Moncalieri jazz festival, Italian Swiss jazz Festival, Bologna Festival, Iuc Concerti alla Sapienza e Ferrara Musica.
Nel 2021 ha partecipato al concorso nazionale Chicco Bettinardi per nuovi talenti del jazz italiano vincendo il primo premio della sezione cantanti. Sempre nel 2021 ha registrato il suo primo EP di inediti “Esiste!” dando il via al suo progetto solista “Melina”: influenzata dal pop jazz italiano e da artisti come Agnes Obel, Barbatuques e Tune Yards, ricerca una sonorità che sappia esprimere in modo essenziale, originale e profondo la sua introspettività giocosa e colorata.